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20 aprile 2012 ,

Perry Leopold

Perry Leopold

2012 - Gear Fab

Perry Leopold CHRISTIAN LUCIFERUn oscuro personaggio, a suo modo un protagonista minore della storia rock, autore di un lavoro molto interessante nel campo della sperimentazione e di un album capolavoro in bilico tra acid folk psichedelico e prog rock, titolato “Christian Lucifer”  registrato nel 1973. Perry Leopold, chitarrista, vocalist, arrangiatore e compositore originario di Philadelphia, subì in gioventù varie influenze musicali, quella della musica classica (Debussy, Bach), quelle tipiche della sua generazione, Beatles, Pink Floyd, Buffalo Springfield e dei suoi conterranei, i garage/psichedelici Mandrake Memorial Poddlesteamer, sino a quelle del folk politicizzato del Dylan prima maniera e di quello sperimentale di John Fahey e Tim Buckley. A 15 anni cominciò a suonare la chitarra con varie band locali e in una occasione fece da opener ai Byrds periodo 5th Dimension.

 

Fu coinvolto appieno nel clima rivoluzionario e trasgressivo dell’epoca e cominciò a vagare per gli USA, dormendo dove capitava e suonando nelle strade di Philadelphia, Boston e New York di giorno e la notte in piccole e anonime Coffeehouse, una vita da dropout in linea con la romantica contro/cultura acida degli anni 60. Nel 1970 registrò un album autoprodotto: “Experiment In Metaphisic”, fu stampato in sole 300 copie e divenne poi un Santo Graal delle rarità discografiche; il disco basato su un unico tema musicale folkPerry Leopold CHRISTIAN LUCIFER psichedelico era corredato da liriche molto politicizzate e antimilitariste, Absurd Paranoid, USS Commercial e Cold In Philadelphia alcuni dei titoli; in anni più recenti alcune copie bootleg del disco venivano vendute a più di 300 $ anche in lontani  mercati come Hong Kong e Singapore. All’inizio degli anni 70 continuò a suonare nel circuito folk di Philadelphia e Boston, omettendo di pagare le tasse previste dalle leggi locali, per sfuggire ai controlli si autonominò: Christian Lucifer.

 

 

Nel 1973 registrò il suo secondo lp utilizzando quel nickname. Il disco non venne mai pubblicato e i nastri originali andarono perduti o furono riutilizzati per altre registrazioni, ma grazie ad alcuni tapes reel to reel sopravvissuti allo scorrere dei decenni, in anni recenti la Gear Fab ha resuscitato questo capolavoro con la sua cd-r. Il disco è fatto di alcuni brani piuttosto lunghi, una media di circa 6’, atmosfere mistiche e intimiste, spunti folk-jazz , chitarre acustiche, flauti e percussioni, richiami a Tim Buckley ma anche a quel “Jugula”, misconosciuto capolavoro diviso a metà tra Roy Harper e Jimmy Page. Songs come Vespers con la calda voce di Leopold e gli arpeggi delicati e complessi dell’acustica contrappuntati dal piano elettrico, Journey viaggio mistico tra sonorità perdute, la fantastica Windwill, più di 9’ di un complesso intersecarsi di sonorità elettroacustiche pieno di pathos, dove l’abilità solista con l’acustica di Leopold viene consacrata in maniera definitiva; Annunciation ballata con la voce sovraincisa protagonista e poi Serpentine Lane e Sunday Afternoon In The Garden Of Delights; alla registrazione dell’album parteciparono altri musicisti: Charles Cohen con il suo Minimoog, il violoncellista David Goldblatt, il percussionista Sam Rudin, il chitarrista Jefferson Caine, le tablas di Lenny Tabla  e altri.

 

Perry Leopold CHRISTIAN LUCIFERUn disco bellissimo, fuori dal tempo, atmosfere delicate mai noiose, testi complessi e abilità strumentali di alto profilo: nessun tecnicismo, solo la ricerca delle atmosfere giuste e del feeling. Un contributo dagli USA ad un genere molto più popolare in Europa, UK e  Germania, con band come Dando Shaft, Tudor Lodge e Holderlin, ma anche in Italia: si pensi ai milanesi Aktuala che nei primi anni 70 ci regalarono dei suoni raffinati e mistici senza mai prendersi uno sputo in faccia, come da noi a quei tempi poteva spesso capitare. Leopold continuò a suonare anche negli anni seguenti, dal 74  sino all’inizio degli anni 80 andò in tour per gli USA con musicisti del calibro di Tom Waits, Jerry Garcia, Supertramp, Janis Ian; nel 1981 stanco di una vita on the road, si fermò e mise in piedi un organizzazione di mutua assistenza tra artisti chiamata PAN, che si occupava di management, booking e produzione, sino a essere il primo network dedicato messo in rete già alla metà degli anni 80. La Gear Fab ha restituito il dovuto a questo brillante musicista con la reissue del suo splendido lavoro intitolato: "Christian Lucifer".

 

 


The Windwill

 

The rain streams down my window

Pouring out its tide

I lay awake in silence

In the morning light

               And thinking

Of the night before

Of things that were foreseen

Though I knew but little more

Of dreams I've known

 

As the rains

Keep on falling down

To weave a tale that you can row

And as the room turned pale

Eye saw there in the window

Halfway drawn in the night

There in the window

Was the shadow of the light

 

As I approached the open cavern in the light

I felt the steps descending

               Merging with my sight

And when I was 'bout halfway down

I turned to find the trail

Saw behind me threefold worlds in blue

               in blew...

                               in blew...

 

Everything comes and everything goes to you...

Everything goes and everything comes to you...

What can you see in the natural light

When the morning brings dawn into view

What can you see at the end of the day

When the night takes the light from our view

Ocean of Vision...

Ocean of Vision...

 

As the rainsPerry Leopold CHRISTIAN LUCIFER

Keep on falling down

To weave a tale that you can row

And as the room turned pale

Eye saw there in the window

Halfway drawn in the night

There in the window

Was the shadow of the light

                               shadow of the light...

                                              shadow of the light...

 

Copyright (c) 1972 United Earth Music

Guido Sfondrini

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