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8 novembre 2013 , ,

Album Covers Stories: David Michael Kennedy

Bruce Springsteen: Nebraska

1982 - Columbia

nebraskaSu questo album capolavoro di Bruce Springsteen si è detto veramente tanto per non dire addirittura tutto. Un po’ meno si è detto della copertina che riproduce una foto in bianco e nero del fotografo americano David Michael Kennedy. David Michael Kennedy nasce a New York nel 1950 dove studia e si laurea in fotografia cominciando a lavorare con successo nel mondo della moda e della pubblicità, attività che porterà avanti per quasi vent’anni alternandola con deviazioni artistiche nel mondo del rock ritraendo, tra gli altri, Blondie, Muddy Waters, Bob Dylan e Iggy Pop. Questo è anche il periodo della realizzazione della copertina di “Nebraska”, ma la vita di Kennedy è troppo interessante per limitarci a quel pur famoso e suggestivo scatto, quindi saltando in avanti fino al 1986 ecco che ritroviamo il fotografo newyorchese che sceglie di abbandonare la metropoli per trasferirsi in New Mexico, dove affascinato dalla cultura dei nativi americani decide di perorarne la causa e di mettere la sua macchina fotografica a disposizione di quell’etnia per scoprirne gli aspetti culturali più nascosti e rivalutarne l’importanza storica.

 

Tutto questo viene espresso attraverso mostre e rassegne fotografiche dove le sue apprezzate foto in bianco e nero riproducono paesaggi scarni con poche tende indiane in controluce, orizzonti con cieli nuvolosi, praterie solitarie, deserti polverosi e lande innevatenebraska kennedy dove i nativi americani si muovevano nel loro nomadismo. Fotograferà le danze tribali, gli usi e i costumi e poi i landscapes e i cloudscapes. Scatti spogli e suggestivi dove spesso è il nulla il protagonista, un nulla, o meglio uno spazio, che nella sua staticità arcaica si carica di contenuti e di suggestioni emozionanti sempre rispettose degli aspetti più nascosti della cultura degli indiani d’America. Ma non è finita: dopo aver abbandonato quella carriera di fotografo commerciale ottimamente retribuita a favore della causa dei nativi, Kennedy nel 2004, con un altro colpo di testa decide di vendere la sua casa/studio di Santa Fè e di fare un viaggio di due anni, percorrendo centinaia di migliaia di chilometri attraverso gli USA, su un vecchio camper del 1960, dove dormirà, mangerà e userà come camera oscura per tutto quel periodo insieme alla sua compagna, il suo cane e la sua attrezzatura fotografica.  

 

Sono due anni avventurosi con centinaia di aneddoti curiosi e particolari vissuti con l’intento di fotografare quello che resta di un’America ancora autentica, rurale e lontana nebraska kennedy fotoda quella del mondo economico, affaristico, televisivo e frenetico delle grandi metropoli. Sarà un viaggio esistenziale dove Kennedy eviterà le tentacolari autostrade per muoversi su antiche vie tra paesaggi ancora incontaminati, evitando le grandi città, i mega centri commerciali e fermandosi solo in piccoli paesi fotografando panorami e personaggi dalla vita semplice; e per i più interessati uno sguardo al suo sito avrà quella completezza che proviene dal diario che egli stesso scrisse durante il viaggio, dove descrive le macchine fotografiche usate, le tecniche di scatto, i luoghi visitati, le strade percorse e le persone conosciute.

 

Ma ritorniamo a quel paesaggio scarno e tipico dell’arte visiva di Kennedy che campeggia sulla copertina di “Nebraska”; come è finita quella bellissima e melanconica foto su uno degli album più celebrati del Boss? E’ il lontano 1975 e David Michael Kennedy, fotografo affermato della scena modaiola di New York ha già quei sentimenti di ripulsa e di nebraska kennedy fvagabondaggio che come abbiamo visto lo porteranno ad girovagare in lungo e in largo per gli USA. Proprio in quell’anno ha la sua prima esperienza in questo senso. Stanco di lavoro e di città decide di prendersi una pausa e parte per una breve vacanza insieme al fratello e due amiche. Siamo in pieno inverno, i quattro viaggiano su un vecchio pick up e a un certo punto del percorso vengono colti da una tempesta di neve che li spaventa e li costringe a fermarsi per diverse ore su una strada deserta e desolata. E qui che Kennedy scatta la foto direttamente attraverso il vetro del pick up. Lo stesso fotografo ammette la paura vissuta in quel momento quando dice di aver pensato che quella poteva essere l’ultima fotografia della sua vita.

 

Non è stato così: dopo quell’esperienza e quella foto, Kennedy diventerà ancora più famoso, vincerà diversi premi e pubblicherà libri fotografici altamente apprezzati, dove le sue foto così particolari e “nude” lo rappresenteranno diventando il suo marchio di fabbrica inconfondibile. E se musicalmente “Nebraska” pare sia stato concepito in un momento di riflessione, se non di depressione di Bruce Springsteen, la desolazione invernale di quell’immagine riflette perfettamente quel momento. L’art director Andrea Klein chenebraska kennedy realizzò il lettering della copertina con titolo e autore scritti in rosso fiammante su un nero profondo, propose e sottopose a Springsteen la visione di alcune fotografie di Kennedy, poiché il Boss aveva intenzione di mettere un paesaggio come immagine di copertina. La scelta cadde su quella foto del 1975 che ben conosciamo e che rese quel disco immediatamente riconoscibile. Attualmente David Michael Kennedy è ritornato a vivere in New Mexico dove continua a fotografare le strade, le cose e le persone di un’America meno conosciuta e nascosta ma che la sua arte riesce a rendere visibile e assolutamente affascinante.

Maurizio Pupi Bracali

 Foto 2 e 5: il fotografo David Michael Kennedy

  

David Michael Kennedy


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