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22 maggio 2014 , ,

Kaleidoscope (USA)

Tutti i colori del pentagramma

2014 - Epic

kaleidoscopePionieri della psichedelia made in USA, con i texani 13 th Floor Elevators, alfieri di un particolarissimo psico folk rock etnico e sperimentale, i Kaleidoscope si formarono in California all’inizio del 1966 e furono una formazione caratterizzata dall’assenza di un vero leader, lavorarono principalmente come un collettivo, sia a livello compositivo, sia nelle scelte stilistiche, sempre molto originali e variegate. Originariamente molti dei futuri Kaleidoscope erano già attivi fin dal 1963 con altre band: la Baghdad Blues Band, The Floggs e la Dry City Scat Band, il gruppo di Chris Darrow, che vide nella sua line-up la presenza del violinista Richard Greene, poi con i Seatrain e protagonista del country e dell’hillibilly jazz negli anni 70. La band era composta da una serie di musicisti prevalentemente polistrumentisti: David Lindley, specialista degli strumenti a corda, Chris Darrow, chitarrista, bassista e cantante, Solomon Feldthouse, lead vocalist, ma anche uno  che sapeva suonare di tutto, specialmente gli strumenti etnici tipici dell’area mediorientale, il cui utilizzo aveva appreso attraverso esperienze musicali avute precedentemente in Turchia, paese dove aveva risieduto per un periodo, Chester Crill aka Max Buda aka Templeton Parcely aka Fenrus Epp, armonicista, tastierista, bassista, violinista e personaggio particolarmente bizzarro  e il batterista John Vidican.

 

Dopo, la solita gavetta fatta di concerti in giro per laKaleidoscope California, dove stava esplodendo la Summer of Love e quando LSD e marijuana erano sempre di più dieta  psichedelica per una intera generazione di americani nati nel secondo dopoguerra, con la voglia di rompere gli schemi e di mettere in discussione una società razzista, paternalista e guerrafondaia. In questo quadro storico, i Kaleidoscope ottennero un contratto discografico con la Epic Records; da qui alla registrazione del loro primo lp il passo fu breve e, dopo un primo singolo intitolato Please/Elevator Man, nel 1967 uscì “Side Trips”, un disco veramente originale, prodotto da Barry Friedman, fatto di brevi schizzi psichedelici che furono caratterizzati da sonorità elettro acustiche e da una pluralità di generi musicali, che allora apparve davvero rivoluzionaria. Nella tracklist composizioni della band come Egyptian Garden, Please,  In The Night, Keep Your Mind Open, covers come  Hesitation Blues di Charlie Poole, Oh Death di Doc Boggs, la folkeggiante Come On In fino a Minnie The Moocher di Cab Calloway, molti anni dopo rilanciata con successo dai Blues Brothers

 

kaleidoscope side tripsUn disco dove si passava dal folk al blues, da inusitate sonorità arabeggianti alla musica cajun sino al jumpin' jive anni 30, con una variegata pluralità di strumenti impiegati. Feldthouse suonò il saz (la tipica chitarra/liuto kurda a 8 corde), il bouzouki, il dulcimer, il violino e altri strumenti etnici come lo jumbus, la vina e il doumbek, Lindley oltre alle chitarre, il banjo e il mandolino elettrico; nessuna rock band allora aveva provato a suonare niente di simile e il disco si può ben considerare come un progenitore della World Music. Questo lavoro fu stampato in circa 10.000 copie e nonostante la Epic avesse promesso alla band una copertina a colori, questa fu poi stampata in bianco e nero, utilizzando per l’artwork un creativo prestato dalla ESP (etichetta sperimentale di New York) perché costava poco, a testimoniare il poco peso che la Epic diede alla band. La registrazione di un disco così all’avanguardia fu comunque segno della maturità di quell’epoca, pronta a dare anche una possibilità commerciale alla fantasia musicale più scatenata anche se molto lontana dal mood ufficiale proposto dal mercato discografico e dalle radio, pur non impegnandosi troppo nel supportarla. Nel 1967 registrarono live in studio i brani Stranger In Your City/A Beacon From Mars, lunghe partiture etnico psichedeliche, che furono ispirazione per chitarristi inglesi come Jimmy Page (la chitarra suonata con l’archetto in Dazed And Cofused e un brano “eastern” come Black Mountain Side furono riprese dal Lindley di Beacon From Mars) e Eddie Philips dei Creation.

 

Nel 1968 uscì il loro secondo kaleidoscope beaconlp: “A Beacon From Mars” (Epic), un vero   capolavoro, che ebbe buone recensioni dalla critica e vendette molto poco, tipico di molta buona musica in tutte le epoche. Subito dopo la registrazione del disco, Darrow lasciò la band sostituito da Stuart Brotman, bassista proveniente da una primitiva formazione dei Canned Heat; lasciò anche Vidican rimpiazzato dall’ex batterista del Johnny Otis Show e di Ike and Tina Turner, Paul Lagos. Il disco fu caratterizzato da due lunghi brani live, Taxim e Beacon From Mars e da un maggiore afflato blues (You Don’t Love Me, Baldheaded End Of A Broom) e country (Louisiana Man), da eccellenti impasti vocali (Life Will Pass You By) e richiami folk anglo-irlandesi (Greenwood Side). Quasi delle jam rock - come si direbbe ora - con il raga arabeggiante Taxim e lo psichedelico crossover blues/introspettivo Beacon From Mars, con il sitar di Feldthouse, le chitarre elettriche di Darrow e Lindley, la bluesharp e le tastiere di Max Buda protagoniste, in tutto quasi 25’ di vero e proprio trip elettrico, mistico e acido. Il disco fu purtroppo un flop dal punto di vista commerciale, anche a causa dell’inesistente supporto offerto dalla loro casa discografica e da un management approssimativo.

 

Prodotto da Jack Mills arrivò poi il loro terzo lavoro: "Incredible! Kaleidoscope" (Epic), se possibile il migliore della loro scarna discografia. L’lp vide un ritorno a suoni elettro acustici, con brani decisamente folk: Banjo, Petit Fleur, il tradizionale Cuckoo con il bending dell’armonica di Buda protagonista, la cover del blues di Howlin Wolf, KIlling Floor (aka Tempe, Arizona) e la lunga, splendida Seven Ate Sweet, un altro brano jam profumato di Medio Oriente, suonato in 7/8, meno improvvisato dei precedenti e più ponderato negli equilibri sonori, dove le grandi qualità di kaleidoscope incrediblestrumentisti di tutti i componenti la band ebbero modo di svelarsi completamente. Il disco arrivò al 139° posto della chart di Billboard e fu il loro maggiore successo di vendite. In questo periodo, 1969, i nostri parteciparono ad alcune soundtracks per il cinema (“Captain Milkshake” e “Discovering America Folk Music”), suonarono al Newport Folk Festival, ma la loro fama fu quasi più diffusa tra gli altri musicisti che tra il pubblico di massa, d’altra parte furono autori di un sound certamente poco commerciale e poco adatto al mercato dei 45 gg., allora asse portante per il successo di tutte le rock band. Nel 1970 il loro ultimo disco: “Bernice”, senza Feldthouse e Brotman, con il nuovo chitarrista Jeff Kaplan e il bassista Ron Johnston.

 

Il disco subì una maggiore influenza compositiva di David Lindley, maggiormente influenzato dal country rock, che negli USA a quel tempo cominciava a spopolare con il successo dei Poco e degli Eagles, ma fu anche caratterizzato da influenze zappiane, soprattutto nell’utilizzo delle voci; fu comunque unkaleidoscope bernice discreto lavoro, certamente non all’altezza dei precedenti. Sempre nel 1970, precisamente il 29 giugno, una mitica jam con i Canned Heat, al Boston Tea Party con un estenuante, Refried Boogie di oltre 50’ con Max Buda e Alan Wilson intenti  a soffiare nelle loro bluesharp acidissime note blues, una delle poche registrazioni live bootleg dei Kaleidoscope esistenti. Gli ultimi atti della band furono fare da opener al farewelll tour americano dei Cream e comporre due song (Brothers Mary e Mickey’s Tune) per il film “Zabriskie Point” di Michelangelo Antonioni; poi alla fine del 1970 lo split definitivo del gruppo. Nel 1976 la formazione originale dei Kaleidoscope, senza Lindley, si riunì per un nuovo disco, registrato per la Pacific Arts di Michael Nesmith, kaleidoscopeintitolato “When The Scopes Collide”. Lindley collaborò marginalmente con il nickname De Paris Letante, il risultato fu incoraggiante, con la band a riproporre le classiche sonorità Kaleidoscope sempre con brillante coerenza e grande perizia strumentale. Nel 1991 un’altra reunion con il cd “Greetings From Cartoonistan” (Gifthorse), un lavoro privo di costrutto e della squisita fantasia musicale che ha caratterizzato tutta la loro opera.

 

 

POST  KALEIDOSCOPE

 

Alla fine dell’avventura con i Kaleidoscope David Lindley,  raffinato strumentista, divenne un ricercatissimo sideman e suonò in alcuni dischi storici come: “Running On Empty” e “Late For The Sky” di Jackson Browne, "Jazz", "Bop Till Your Drop" e "Paris, Texas" di  Ry Cooder, suonò anche con Warren Zevon, Rod Stewart e Crosby, Still & Nash. In veste dilindley solista realizzò una interessante discografia con la sua band El Rayo X, tra rock, folk e musica tex mex, collaborò con il chitarrista sperimentale Henry Kaiser e anche con Bruce Springsteen, Linda Rondstadt, gli America e in anni più recenti con Ben Harper. Lo ricordiamo al Glastonbury Fair Pop Festival del 71 ad accompagnare alla lap steel Terry Reid e in un tour europeo in duo con Ry Cooder, con un epico concerto milanese alla metà degli anni 90. Lindley vanta numerose  collaborazioni con musicisti di mezzo mondo. Anche Chris Darrow dopo avere suonato con la Nitty Gritty Dirt Band negli anni 70, collaborò con decine di musicisti country e rock americani e non, tra cui James Taylor, Kim Fowley e in Italia Ricky Gianco in un suo album del 1982. Sviluppò poi una sua carriera come songwriter che lo portò a registrare molti lavori solisti.

 

The+Kaleidoscope+(US)+-+Beacon+From+Mars+And+Other+Psychedelic+Side+Trips+-+CD+ALBUM-414514Solomon Feldthouse suonò ancora, ma allontanandosi dalla scena rock più popolare, coltivando le sue grandi passioni, il flamenco e la musica etnica turca. Chester Crill aka Max Buda è diventato un autore di fumetti e ha collaborato con la band old time music di Robert Crumb. Stuart Brotman divenne un accanito seguace della musica Klezmer, il folk ebraico di cui è tuttora uno dei più apprezzati esecutori. Anche nelle loro carriere musicali post Kaleidoscope i nostri hanno fatto sceltekaleidoscope p.dreams originali e non comuni, evidentemente la loro capacità di variare tra vari generi musicali era connaturata nell'essere musicisti. Kaleidoscope sono stati una band importante nella storia del rock, rimandiamo alla discografia per i lavori pubblicati negli anni più recenti con inediti, outtakes e brani live, come il cofanetto di 3 CD "Pulsating Dream" e  "Beacon From Mars & Other Psychedelic Side Trips", usciti entrambi nel 2004.

 

Guido Sfondrini

foto 8: David Lindley, di Randee. St. Nicholas

 

Ascolta Side Trips (spotify)  

Ascolta Beacon From Mars

Ascolta  Kaleidoscope live @ Newport Folk Festival (28th July 1968)

 


Discography

  • Side Trips (Epic, 1967)
  • A Beacon from Mars (Epic, 1968)
  • Incredible! Kaleidoscope (Epic, 1969)
  • Bernice (Epic, 1970)
  • When Scopes Collide (Pacific Arts, 1976)
  • Bacon from Mars (1983) (compilation)
  • Rampe, Rampe (1983) (compilation)
  • Egyptian Candy (A Collection) (1990) (compilation)
  • Greetings From Kartoonistan... (We Ain't Dead Yet) (1991)
  • Beacon From Mars & Other Psychedelic Side Trips (2004) (compilation)
  • Pulsating Dreams (2004) (compilation, i quattro album Epic più altre registrazioni del periodo)

Video

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