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2 ottobre 2013 ,

Vintage Rock: High Tide

L’ALTA MAREA ELETTRICA

2013 - Liberty/U.A.

Sea ShantiesAperiens

 

Monumentali, ipnotici, caotici, durissimi, melodici, sotterranei, oscuri, tutti questi aggettivi vanno benissimo per definire gli High Tide e la musica da loro proposta. Una band unica e riconoscibilissima, nessuno ha suonato in quel modo in un’epoca (e meno che meno in periodi successivi) in cui la creatività andava a braccetto con gli allucinogeni, i bisogni rivoluzionari e una sfrenata voglia di libertà. Il rock degli High Tide è frutto di tre parametri: psichedelico perchè visionario e influenzato fortemente dal consumo di LSD, rivoluzionario perché privo di compromessi e di esplicite intenzioni “commerciali”, libero nell’accezione della totale libertà espressiva dei musicisti nel fare ciò che volevano, riuscendo però a restare in un progetto collettivo finalizzato ad un risultato artistico di altissima qualità.

 

Alfieri di un hard prog psichedelico (ci vengono  brividi d’orrore quando vengono definiti proto-metal) pesante ed elettrico, al momento stesso capace di impennate furibonde e momenti intensamente melodici. Si formarono in Inghilterra nel 1969;  il giro era quello della Londra underground, quello del compianto Mick Farren e di Lemmy, di Notting Hillhigh tide band Gate e delle fanzines rivoluzionarie OZ e International Times. Fondatori della band il chitarrista/vocalist Tony Hill e il violinista/tastierista Simon House, il primo già membro dei Misunderstood, mitica garage band psico-blues angloamericana, il secondo proveniente da studi classici e dal conservatorio, con loro il bassista Peter Pavli e il batterista Roger Hadden. Il loro primo impegno discografico fu quello con il musicista sudafricano Denny Gerrard nel suo lavoro solista “Sinister Morning”, gli High Tide furono la sua band di supporto in quell’oscuro e dimenticato disco folk/rock uscito per l’etichetta prog Deram/Nova nel 1970.

 

Perpetuum Mobile

 

L’anno seguente Denny Gerrard ricambiò il favore e produsse il loro primo lp: “Sea Shanties”, frutto di una session durata una settimana e svoltasi nel giugno 1969 presso gli Olympic Studios di Londra, l’etichetta era la Liberty/UA. Da quello studio uscì un capolavoro, uno dei migliori album d’esordio del rock inglese anni 70. Un sound micidiale, pieno di controtempi e cambi di ritmo, accelerazioni improvvise ed altrettante improvvise pause, un mood complesso ed intricato, una rincorsa senza fine tra la chitarra solista e il violino elettrico, supportati da una sezione ritmica possente e precisa, Tony Hill High-Tide-grassfece da “maestro di cerimonia” e da filo conduttore con la sua voce dalle marcate tonalità morrisoniane, declamando testi surreali e poetici. Sei lunghi brani: Futilis’t Lament sconvolgente intro; Death Warmed Up, aggressiva tempesta sonora psichedelica; Pushed But Not Forgotten, con il suo inizio melodico e dolce e la susseguente furiosa esplosione di elettricità degna di un fulmine prodotto da una macchina misteriosa del controverso inventore Tesla, Walkin’ Down Their Outlook, più rilassata, la song più doorsiana del disco; Missing Out, brano maestoso e lirico, con il violino di House impegnato in acrobazie inusitate e la finale Nowhere, un alternarsi di romantica melodia e attimi di rock durissimo. Il disco era accompagnato da una splendida, visionaria cover sleeve, con una grafica “bianco e nero” su colore, opera del creativo Paul Whitehead, con l’immagine di un veliero cosmico aggredito e conquistato da una marea di creature mostruose, figlie di un oceano tempestoso ed inquietante, quasi una oscura premonizione degli anni bui in arrivo con la fine del “secolo breve”.

 

Il disco divise la critica inglese, Melody Maker alfiere del rock business ne parlò male, il loro sound forse era troppo heavy per i gusti inglesi  più inclini al pop psichedelico di band tipo Open Mind o Tomorrow. Al contrario la stampa underground gridò al capolavoro, non poteva essere altrimenti. Il disco ebbe comunque discrete vendite e questo convinse la Liberty  a dare agli HT una seconda opportunità discografica. Il secondo disco, vennehigh tide 1970 registrato in un mese al Morgan Studios e coprodotto da George Chkiantz (Hendrix, Led Zeppelin) assieme alla band, intitolato “High Tide”: vedeva solo tre brani nella sua songlist per un totale di 32’e 23”. Ancora una volta i nostri centrarono l’obiettivo con un altro lavoro degno di nota, pur se forse un po’ meno ispirato del primo fantastico lp. La quasi interamente strumentale Blankman Cries Again con la sua apertura quasi folk continuò nella tradizione del solismo gemello di House e Tony Hill, anche se in maniera meno parossistica che in passato; The Joke con il suo incedere iniziale quasi bandistico, con la voce di Tony Hill protagonista di un tema più tipicamente prog e le tastiere di Simon House come epico tappeto sonoro con il violino lirico e romantico, ed infine Saneounimous, lunghissimo brano colorato di folk dalle atmosfere medievali con il solito, inevitabile afflato psichedelico e l’incredibile qualità tecnica e strumentale dei quattro musicisti sugli scudi.

 

Clausumque

 

Se Sea Shanties fu una  vera propria molotov lanciata nel panorama rock inglese fine anni 60, High Tide cercò la più rilassata volontà di piacere ad un pubblico  tradizionale e vasto all’inizio dei 70. Ma il riscontro di popolarità sperato non arrivò, il sound marcato High Tide high tide precious cargoera probabilmente troppo oltre anche per quell’epoca dove la “fantasia era al potere” o almeno cercò di arrivarci. I nostri rimasero senza casa discografica, inoltre Roger Hadden, cronicamente depresso, lasciò il gruppo che si sciolse definitivamente. Gli High Tide rimasero espressione degli strati più sotterranei del rock inglese, insieme ad artisti come Clark & Hutchinson, Edgar Broughton Band, Hawkwind, Daddy Longlegs e tutto quel  giro artistico legato al mondo dei free festival, della controcultura e delle comuni freak anglosassoni, in primis quella londinese di Ladbroke Grove.

 

Alla fine del 1970 Hill, House, Pavli e Hadden hightide interestingregistrarono un altro lavoro senza titolo, che fu distribuito solo nel formato cassetta, venduto ai concerti o per corrispondenza; verrà chiamato in seguito “Precious Cargo”, fu una sorta di live jam in studio, con un paio di song,  Ice Age e In Flight, caratterizzate da atmosfere cupe ma più rilassate che in passato. La lunga e complessa The Great Universal Protection Racket di oltre 15’ fu registrata durante la session di Sea Shanties. Il lavoro venne rimesso sul mercato nel 1990, sia come vinile che in formato digitale, da una etichetta italiana, la Cobra Records. Precedentemente nel 1989, Hill e House registrarono un nuovo lavoro utilizzando al posto della sezione ritmica una drum machine: il disco pur mantenendo una sua dignità non fu certo all’altezza dei primi due album, quasi tutte le composizioni erano di Tony Hill, tranne Nightmare a nome di Simon House. Altri titoli: The Nexialist, le lunghe Movie Madness, Strike A Light e la conclusiva Rock Me On Your Wave. Il disco fu intitolato “Interesting  Times” e distribuito ancora da Cobra Records.

 

Dopo lo split degli originali HT, Simon House nel 1971 suonò nella colonna sonora del film Macbeth di Roman Polanski, con la Third Ear Band, band folk psichedelica acustica dal sound oscuro e ancestrale, poi  entrò negli Hawkwind dove suonò per molti anni, divenneHigh-Tide in seguito anche membro della band di David Bowie. Tony Hill rimase ai margini del mercato discografico e decisamente “out of  time”, ebbe nuove avventure musicali con la Ronnie Paisley Band con cui registrò un disco, “Smokin Mirror”, nel 1979; poi riformò gli High Tide con David Tomlin al violino, il batterista Drachen Theaker, il cantante Sushi Krishnamurthi e sporadiche apparizioni di Peter Pavli al basso, con questi musicisti negli anni 90 produsse altri quattro lavori: “A Fierce Nature”, “The Flood”, “Ancient Gates” e “A  Reason Of Success”, a base soprattutto di improvvisazioni in studio ma con dei suoni ormai privi dei furori lisergici di gioventù. Da ricordare alla fine degli anni 80 anche la ripresa dell’esperienza dei Rustic High-TideHinge con Pavli, Hill e il chitarrista Android Funnell abortita nei primi anni 70. Poi nel  2001 i cd “Inexctiness” e “DNA The Brain, The Universe”, con ex componenti dei Camel e musicisti del giro di Bevis Frond. Ma l’irrepetibile sound del 1969/70 non tornò mai più, così come non tornerà più quell’epoca memorabile fatta di libere idee e di una, purtroppo irrealizzata, voglia di cambiare il mondo.

 

 

high tideN.B.: I due dischi originali su Liberty/United Artist sono stati per anni cult albums costosi e ricercati, poi negli anni 2000 sono stati ristampati in numerosi cd-r  di Eclectic, Esoteric,  Akarma e Sundazed in vinile, con  parecchi brani inediti e outtakes. Inoltre nel 1994 i primi due dischi escono accoppiati in un unico CD in una comoda edizione Liberty/EMI.

 

Guido Sfondrini

Foto 7: Tony Hill - Foto 8 : Simon House

 

Tony Hill/High Tide 

High Tide - Prog Archives  


Line Up

- Roger Hadden / drums, piano, pipes organ
- Tony Hill / guitar, vocals, acoustic guitar, organ
- Simon House / electric violin, organ, piano 
- Peter Pavli / bass guitar

 

Discografia

Sea Chanties (1969, Liberty/U.A.)

High Tide (1970, Liberty)

Precious Cargo (1970, cassetta- 1990 Cobra Records)

Interesting  Times (High Tide 3)  (1989, Cobra Records)

The Flood (1990)

A Fierce Nature (1990)

Ancient Gates (1990)

A Reason Of Success (1991)

Sea Chanties/High Tide (1994, Liberty/EMI)

Inexctiness (2001)

DNA The Brain, The Universe (2001)

Open Season (raccolta, Black Widow, 2008)


Video

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