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25 agosto 2015 , ,

Jackson C.Frank

Splendido perdente

2015

artists_frank04                             I N T R O

 

"Catch a boat to England baby, maybe to Spain, wherever I have gone, wherever I've been and gone, wherever I have gone, the blues run the game".

 

Questi versi, questa stupenda canzone (Blues run the game) da sempre sono croce e delizia di un grande e sfortunato songwriter, Jackson C.Frank. L'uomo di Buffalo la scrisse nel lontano 1965 e nonostante la bellezza del brano non ebbe mai i riconoscimenti ed il successo che avrebbe meritato. Poi molti grandi interpreti lo hanno rifatto e allora il pubblico si è accorto che era stato Jackson a scrivere il pezzo. Fra questi prestigiosi artisti impossibile non citare Simon and Garfunkel, Wizz Jones, Bert Jansch, Sandy Denny, Nick Drake, Mark Lanegan, Laura Marling e molti altri. Approfittiamo della provvidenziale uscita di “The Complete Recordings” per delineare un profilo di questo artista dimenticato.

 

 

L'arte e la vita  di Jackson C.Frank (1943-1999)

 

La vita di Jackson C.Frank è un campionario di sfortune e vicissitudini da far impallidire anche il povero Nick Drake. A soli 11 anni nella sua scuola di Cheektowaga, New York durante la lezione di musica (!) esplose un caldaia che lasciò senza vita quindici suoi compagni di classe. Per Jackson ci furono ustioni gravissime sul 50% del corpo. Nella sfortuna accadde però che un insegnante, tale Charlie Castelli portò in ospedale, dove il ragazzo era ricoverato, una chitarra acustica perché Jackson passasse meglio la sua jacksoncfrank-promo-650x400dolorosa convalescenza (7 mesi). Ad attenuare i suoi dolori contribuì anche l'incontro con Elvis Presley a Graceland nel 1957 (il rock'n roll era la sua prima passione), ed il robusto assegno di 100.000 dollari da parte dell'assicurazione a copertura delle sue ferite permanenti.  Era la cifra sufficiente per Frank per decidere, a soli 21 anni,  di lasciare il suo lavoro al Buffalo Evening news e di prendere la famosa "barca  per l'Inghilterra", come descritto nel suo pezzo più celebre. L'idea iniziale di Frank era quella di spendere più denaro possibile, quasi una ricompensa per la profonda amarezza subita nel drammatico incidente. Si mise subito a comprare macchine di lusso, ma avendo portato anche la sua preziosa chitarra continuò a comporre le sue prime vere canzoni.

 

blues run the game single.jpegIn quel di Londra, siamo nel 1964, si fece subito conoscere nei Folk Club che spopolavano all'epoca e venne accolto a braccia aperte dal meglio della scena degli artisti locali, che divennero presto suoi amici. Fra di loro Al Stewart, Bert Jansch, Donovan e Sandy Denny che fu la sua ragazza per breve tempo. Uno dei più celebri club era il leggendario Les Cousins dove si narra sia passato il meglio della scena cantautoriale dei sixties. Il palcoscenico ideale insomma per il giovane di Buffalo. jackson.c frank album (1965)Siamo nell'aprile del 1965 e Frank ha la fortuna di far ascoltare la sua "Blues run the game", appena composta, a Paul Simon, già una celebrità in coppia col fido Garfunkel. L'entusiamo di Simon è tale da proporre a Jackson di produrre il suo primo disco (con le royalties di Sound of silence). L'album, intitolato semplicemente "Jackson C.Frank " vende pochissimo ed il suo autore, deluso dalla risposta del pubblico inglese, che pure lo aveva accolto bene, e col cosiddetto "blocco dello scrittore" decide di fare il viaggio in senso inverso in direzione Elaine Sedgwick + JacksonWoodstock, dove rimase per circa due anni. Qui si sposò con la modella Elaine Sedgwick, che aveva conosciuto ad un party londinese, cugina della celebre attrice Edie Sedgwick. 

 

Al suo ritorno in Inghilterra la sua salute mentale iniziò a peggiorare seriamente e le persone che lo conoscevano bene stentavano a riconoscere in lui la persona di due anni prima. Uno dei più fedeli era proprio Al Stewart col quale Jackson intraprese un tour nel 1969 in compagnia anche delle nascenti star del folk-rock Fairport Convention, che adesso avevano come lead singer la sua ex girlfriend Sandy Denny (che più tardi scrisse1WWV4vslRNQ Next time around proprio per Frank). La cosa più sorprendente era che Frank non aveva scritto nessuna nuova canzone dopo il suo disco d'esordio. Al Stewart ricorda che il suo amico era diventato impenetrabile, spaventato se non terrorizzato dal suonare in pubblico, non riusciva più a fare niente. Inevitabile il suo ritorno in patria, lasciando così a metà il secondo disco, che stava registrando nel 1969, un inconveniente che giustificò con motivi personali e di affari che lo spingevano a mollare il tutto. Fu la sua fine artistica. Il destino intanto si accanì di nuovo su di lui. Il suo matrimonio ebbe vita breve ed il figlio nato dalla coppia morì subito in circostanze drammatiche portando inevitabilmente Jackson sull'orlo di un esaurimento nervose dalla proporzioni bibliche. 

 

Negli anni ottanta visse con i parenti a Buffalo ma poi seguirono avvenimenti tragici fra i quali vari ricoveri ospedalieri, suoi e della madre, condito con un viaggio della speranza a New York a cercare il vecchio amico Paul Simon, rimanendo allo stesso tempo un homeless e dormendo spesso sui freddi marciapiedi della grande mela. Gli venne image001-206x300diagnosticata una schizofrenia paranoica, una depressione forse causata dal trauma giovanile. Fu un giovane folk fan dell'era di Woodstock, Jim Abbott, a ritrovare dopo una meticolosa e fortunata ricerca Jackson C. Frank in quel di New York. Ricorda "Era irriconoscibile, aveva soltanto una vecchia valigia ed un paio di occhiali rotti e non poteva più cantare bene". Ma le cose brutte per lui non finivano mai. Mentre aspettava il bus per tornare a Woodstock degli stupidi ragazzotti avevano deciso di sparare alla gente, così a caso. Inutile dire che Frank era nel posto sbagliato nel momento sbagliato e venne gravemente ferito all'occhio sinistro da un colpo partito da un fucile ad aria compressa. Jackson C.Frank morì in seguito all'età di 56 anni nel 1999, per arresto cardiaco.

 

JACKSON C.FRANK : The Complete Recordings (4 Agosto 2015, Ba da Bing  Records)

 

Jackson C. Frank- The Complete Recordings Vols. 1-3Il disco Jackson C.Frank venne registrato nel Dicembre 1965 negli studi della Columbia/Cbs londinese in New Bond Street in una session di sole tre ore (!). Ospite in una traccia il giovane Al Stewart. Jackson racconta che "ero così timido che volli fra me ed i tecnici dello studio un pannello per evitare che nessuno mi vedesse mentre suonavo e cantavo". Il disco era chiaramente influenzato dai grandi Bob Dylan, Bert Jansch e dallo stesso Paul Simon. Un album bellissimo e fra i migliori fra quelli usciti a metà degli anni sessanta ma pochi purtroppo se ne accorsero al tempo della sua uscita. Oltre alla title track ci sono altre perle rilucenti a nome Yellow walls, Milk and honey, Dialogue (i want to be alone) e Just like anything ed il blues stralunato di Here comes the blues. Lo stile vocale di Jackson ha indubbiamente influenzato il primo Tim Buckley, basta ascoltare un pezzo come Don't Blues run the game (Sanctuary 2cd)look back o My name is carnival. Il disco è stato ristampato una prima volta nel 1978 dalla B&C col titolo "Jackson again" con copertina diversa mentre per la sua ristampa su cd abbiamo dovuto aspettare addirittura il 1996 quando la Castle Music lo ha rieditato con 5 bonus tracks. Ancora più sostanziosa l'edizione da due cd della stessa etichetta (a nome Sanctuary) dal titolo stavolta "Blues run the game" uscita nel 2003 con ben 43 tracce. 

 

 

Sembrava l'edizione definitiva fino alla comparsa di questa "The Complete Recordings" della Ba da Ding Records con ben 3 cd per ben 67 tracce (!). In totale qui dentro ci sono ben 24 canzoni che vengono pubblicate per la prima volta in assoluto. In pratica qui c'è tutto quello che  Jackson è riuscito a comporre nella sua sfortunata complete recordings box 3cd box di legnoesistenza. Le note a margine del cd non aiutano molto sulla provenienza dei pezzi presenti, proveremo a mettere un po' d'ordine anche perché la sequenza delle canzoni non segue un rigoroso ordine cronologico. Nel primo cd trova posto ovviamente il disco originale più ben 12 tracce composte nel lontano 1961, al tempo del college, quando Frank aveva solo 18 anni. Si tratta di traditional relativi a vecchie old war civil songs e recuperate miracolosamente da nastri polverosi e da un vecchio 78 giri, in ogni caso lontane anni luce dalle successive composizioni di Frank, ma non potrebbe essere diversamente. Le due sessions si intitolano per la cronaca "Mark & Jackson talkin' and signifyin" e "Peaches and trust" e Jim Abbott booksono soltanto un prezioso documento sonoro del primissimo Jackson C.Frank. Nel secondo cd, decisamente più interessante, troviamo la bella versione su singolo di Blues run the game con lato b l'intensa Can't get away from my love, un pezzo che altri grandi come Fred Neil e David Wiffen vorrebbero avere in catalogo. A seguire le interessanti "Mekeel Sessions" risalenti al 1975, otto composizioni che avrebbero potuto far parte dell'abortito secondo album, e già presenti nella edizione da 2 cd della Sanctuary. Ci sono dentro cose magnifiche come Marcy's song, Cryin' like a baby, e Spanish moss, del tutto e per tutto a livello delle cose migliori del disco del 1965. 

 

Poi il secondo cd ci riporta a ritroso con tre pezzi del 1974, fra cui le tristi Juliette e China blue e Stitch in time, due inediti in assoluto su disco per poi fare nuovo passo in avanti poi con le "Rude Sessions" del 1974 contenenti belle cose come Box Canyon e Cover me with roses. Gran finale con un acetato del 1957 (!) contenente una bizzarra cover complete recordings box 3cdstrumentale della celebre Heartbreak Hotel registrata da Jackson quando aveva solo 13 anni, al tempo del suo periodo rock'n roll quando era infatuato con Elvis. A chiudere c'è pure un terzo cd dove troviamo sette "Peel Sessions" del 1968, i malinconici "Kitchen tapes" del 1997, quando la voce di Frank non aveva più la brillantezza degli esordi e sei tracce dalle "Anderson sessions" del 1994. In mezzo a tanta cupezza svettano The spectre, sulla desolante linea dell'ultimo Nick Drake, ma non sono da meno Bull men e Child fixin' to die, che rimanda inevitabilmente al suo bambino morto prematuramente. The Complete Recordings viene proposto dalla Ba da Ding in varie versioni: in vinile con sei dischi o con i tre volumi separati, in tre cd a prezzo economico ma dalla confezione spartana. oppure in un lussuoso box di legno di frassino in edizione limitata di 150 copie dal prezzo proibitivo di 140 dollari. Quest'ultima edizione e quella in vinile contengono anche la biografia di Jim Abbott, colui che tirò fuori dall'oblio Jackson C.Frank.

 

"Tutti lo amavano", ricorda di lui John Renbourn. Ed il suo stesso partner di una vita, Bert Jansch, quando si sposò volle mettere fra le foto di famiglia alla sua parete proprio un ritratto di Jackson. Era proprio un bravo ragazzo. Questa opera definitiva attraverso 40 anni di musica e canzoni è una sorta di libro, di biografia, sulla vita di uno dei più meritevoli ma sfortunati artisti di sempre.

 

Ricardo Martillos

Ba da Ding Records 

JACKSON C. FRANK: THE COMPLETE RECORDINGS TRACK LISTING

 

Discografia

Jackson C.Frank (Columbia, 1965)

Jackson again  (B&C, 1978) stessi pezzi del disco sopra con copertina cambiata)

Blues run the Game (2CD/43 pezzi Castle/Sanctuary, 2003)

Forest of Eden (Vinile 10" + cd,  demos e tracce inedite 2013)

The Complete Recordings (67 pezzi/3cd o 6 vinili, Ba da Ding Records, 2015)

 

 Ascolta  Jackson C.Frank (1965)

              Blues run the Game (2003)

              Forest of Eden (2013)


Video

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