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8 ottobre 2016 ,

The Left Outsides

THE SHAPE OF THINGS TO COME

10 Luglio 2015 - Xemu Records

 Inghilterra   #consigliatodadistorsioni     

 

The Left Outsides Album coverMark Nicholas e Alison Cotton vengono da Londra, sono marito e moglie e insieme formano questo bellissima formazione chiamata The Left Outsides. Sono in azione da quasi 10 anni, durante i quali hanno registrato vari CD-R, live album, un soundtrack  ed altri esperimenti, tutti autoprodotti. Molte di questo cose si possono trovare nella raccolta "And colours in between", registrato su un 4 tracce fra il 2004 e il 2007, già molto intrigante e tutt'ora disponibile nella loro pagina Bandcamp. Questo nuovo e stupendo "The Shape of things to come" rappresenta in pratica la summa di quanto accumulato nel recente passato. Si tratta di un album che fa della varietà il suo punto di forza. Nelle tredici tracce qui presenti confluiscono i più svariati generi musicali, in primis acid folk e  psichedelia con una cura per le armonie vocali di livello superiore. Alison Cotton ha una voce talmente bella da fare invidia a tutte le folksinger inglesi dei settanta e le più note chanteuse dei tanti gruppi del sottobosco albionico. Sarà per via del suo nome, Alison, che è lo stesso di un'altra voce celestiale come quella della Bools, una della due cantanti dei Mellow Candle (l'altra era la sedicenne Maria White), favolosa formazione della Deram Records in azione nei primi settanta. Il titolo dell'album dei Left Outsides oltre a essere lo stesso di uno di George Benson, ricorda molto quello del capolavoro di Ornette Coleman "The things of jazz to come" anche se in fondo in questi solchi tracce del grande sassofonista proprio non ne troviamo. Molto probabilmente il disco è uscito proprio in contemporanea con la scomparsa del prodigioso jazzista.

 

Non è poi così difficile inquadrare l'ambito sonoro nel quale i due londinesi hanno pescato a piene mani. Nell'iniziale The third light è la voce di Mark Nicholas a aprire le danze, un sorta di flamenco rinforzato dal  violino che contribuisce a rendere più epico il tutto. Quando entra in scena proprio la moglie Alison allora le cose si fanno più sognanti e celestiali. E così arrivano To where your footseps led, Fallen by the wayside e l'incanto the-left-outsides-gower-wassailsonoro di Deep rivers move in silence, shallow brooks are noisy che rimandano al suono di una magica formazione come gli Spirogyra di Martin Cockerham e Barbara Gaskin. Purissime gemme in salsa acid folk. Ma il disco è talmente eclettico che non è azzardato definire post punk, sia pure con qualche goccia di psichedelia, un pezzo come Unopened letters and unanswared calls, con un andamento alla Echo & the Bunnymen. Molto bella Ring out the bells, forse la traccia migliore di quelle cantate da Nicholas al pari di  Always the last to know (questa leftvolta sono magici Airplane di Kantner e Slick ad essere rievocati). Il disco è stato inizialmente pressato in 300 copie in vinile di magnifica fattura, rapidamente esaurite: il disco è attualmente reperibile solo nella edizione su CD. Il consiglio è di farlo (rapidamente) vostro. The Left Outsides sono una magnifica realtà che ci ha regalato una delle cose più emozionanti uscite dalla nuova ondata psichedelica inglese dello scorso anno, un disco ricco di fascino.

 

Voto: 8/10
Ricardo Martillos

Audio

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