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13 dicembre 2013 ,

Micah Gaugh

THE BLUE FAIRY MERMAID PRINCESS

2013 - Africantape/Goodfellas - [Uscita: 4/3/2013]

Il newyorkese Micah Gaugh è sicuramente un artista poliedrico: polistrumentista (sax, piano e voce), attore, scrittore, pittore. Altrettanto sicuramente non è un personaggio noto al grande pubblico, nonostante vanti collaborazioni con artisti di primo piano (Lady Miss Kier dei Dee-lite, Arto Lind­say, Marc Ribot, James "Blood" Ulmer, Melvin Gibbs, Ver­non Reid, DJ Spooky) e sia stato membro di un importante gruppo del jazz più sperimentale, gli Storm & Stress. È proprio con due dei componenti di quel gruppo, il proteiforme batterista Kevin Shea e il contrabbassista Daniel Bodwell, che Gaugh registrò, tra il 1994 e il 1997, in varie locations di New York, il materiale contenuto in questo disco, selezionato per l'occasione da Julien Fernandez, deus ex machina della Africantape Records. Va evidenziato come le registrazioni, purtroppo, non siano particolarmente curate. L’ascolto del disco è un esercizio non semplice. Si tratta di un lavoro di improvvisazione di stampo free, in cui la voce tra lo stridulo e il lamentoso del bandleader riveste un ruolo cruciale, circondata dall’altrettanto lamentoso contrabbasso, spesso suonato con l’archetto e dalla batteria schizoide. Piano e sax alto, trattati da Gaugh con lo stesso approccio, contribuiscono per parte loro al conseguimento di un suono d’insieme dissonante e un po' disturbante Si tratta dunque di un lavoro che si presta a due diversi livelli di giudizio: la selvaggia e incontrastata libertà dell’improvvisazione, la perizia strumentale dei protagonisti meritano l’apprezzamento dell’ascoltatore, ma, riconosciuto ciò, l’ascolto non riesce a comunicare molto di più; sembra di avere a che fare più che altro con un esercizio di stile fine a se stesso, oltretutto tecnicamente non ineccepibile, una specie di demo-tape con tanto di chiacchierate e risate tra i componenti. In fin dei conti, un disco che richiede più fatica per essere ascoltato di quanto meriti.

 

Voto: 5/10
Luca Sanna

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