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2 maggio 2012 , ,

Kill Your Boyfriend

“Kill Your Boyfriend” (EP)

1 ottobre 2011 - Autoproduzione

# Consigliato da DISTORSIONI

Unitisi sotto la ragione sociale Kill Your Boyfriend (presa direttamente dal titolo di un famoso fumetto letto in gioventù), Matteo Scarpa (Wora Wora Washington) voce e chitarra e Marco Fontolan (Kitsunetsuki) chitarra e drum machine, danno vita con questo EP a un side project estemporaneo e istintivo, magari dall’unità creativa non ancora compiuta rispetto ai relativi gruppi madre, ma sincero, viscerale e dal chiaro disegno estetico, etico e sonoro. Un trasparente omaggio ‘all’era del rumore bianco’ sia nel risultato visivo (look anni 80, foto e artwork in bianco e nero e video saturati sapientemente ad opera di Formellana aka Vittorio De Marin già ‘vicario’ nei Father Murphy), che in quello musicale, dove i nostri occhieggiano ai modelli ‘classici’ del genere, celebrando i vari Velvet Underground e Jesus And mary Chain e aggiungendo alla mistura di post punk, wave e shoegazer preparata, tanta passione e un tocco personale che alla fine paga, facendoci apprezzare e premiare l’operazione.

 

Il tappeto di gorgoglii naif delle tastiere, preso in eredità dai Silver Apples o se volete dai Suicide, steso dai nostri nell’iniziale title track, apre la strada ad un EP oscuro e ossessivo, tanto breve e folgorante - nei suoi appena venticinque minuti - quanto intenso. Al contempo le strilla acrobatiche, l’invasata drum machine e i wah wah cosmici delle chitarre contribuisco a creare un tessuto asfissiante e psichedelico che non lascia alcuna via di fuga al pezzo. Nelle vesti stracciate di un disco-punk  si camuffa invece la schizofrenica Alexander, con le sue chitarre taglienti, la ritmica pesante e le reiterate di synth che, fondendosi sapientemente in un gioco di alternanze, esaltano le urla demenziali sputate da Matteo con fare psicotico. E se la melodica Jaques, forte di un ritornello iper catchy, serve a donare respiro all’opera, Hansel  torna sottoforma di assalto sonoro ossessivo e martellante: il duo trevigiano, armato di feedback e  guidato dalle grida del generale Scarpa, si lancia in un attacco di ‘massa’,  alla conquista del titolo di band più noise del momento.

 

La lunga, drogata e narcolettica Xavier è l’ultima degli inediti del lotto ed è  gioiello ‘allucinato’ di rara bellezza. Immaginatevi i Galaxie 500 alle prese con il rifacimento di Venus In Furs o se volete di Atmosphere dei Joy Division e aggiungeteci una coda finale orgiastica e cacofonica di viole (facile il rimando all’altro capolavoro velvettiano The Black Angel’s Death Song), che, fidatevi, vi farà cogliere l’infinito, non prima di avervi purificato per bene orecchie e porte della percezione. Assai fedele all’originale rimane invece la cover di The Living End dei Jesus And Mary Chain posta in chiusura, pezzo che ha poco meno della mia età (trent’anni) ma suona ancora potente e fresco come fosse stato concepito l’altro ieri. Temperature da circolo polare artico insomma, per un esordio sporco, spontaneo e rozzo, che suona rumoroso e cupo come un tuono. In attesa di sviluppi futuri che, siamo certi, faranno ancora parlare di questi KYB, il loro EP omonimo uscito all'inizio ottobre del 2011 vi offrirà, sicuramente, un buon riparo dalle stagioni calde imminenti.

Antonio De Luca

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