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17 settembre 2014

Deserto Rosso

PROGRESSO

13 Settembre 2013 - Aròma Records

desertorossoCopertina ProgressoAppassionati cinefili, con una particolare predilezione per la tetralogia essenziale nata dal binomio artistico Antonioni-Vitti tanto da assimilarla come propria identità musicale, il duo dei Deserto Rosso  confeziona questo secondo progetto con il deciso intento di tributare un omaggio al prog targato Italia anni settanta. Nella sterminata discografia del movimento si possono facilmente rinvenire, accanto a quei dischi-manifesto che ne hanno scritto pagine storiche, brani di artisti meno conosciuti ma non per questo di importanza minore e altrettanto rappresentativi per i più accaniti seguaci del genere. Erika Savastani e Danilo Pao abbandonano così i sentieri in tinta pop dell'album d'esordio “Mi fanno male i capelli “ (altra citazione delle pellicole del regista ferrarese) per intraprendere strade musicali ben più raffinate avvalendosi della collaborazione di Fernando Pantini alle chitarre,  Adriano Pennino al piano elettrico e Andrea Ruta alla batteria, il tutto registrato e mixato da Roberto Rosu. E la scelta dei sette brani che compongono la track list di “Progresso” appare da subito azzeccata e caratterizzata da chicche per veri intenditori. Se l'iniziale omaggio dedicato al Banco del Mutuo Soccorso e a Francesco Di Giacomo- una rispettosa recita sottovoce di Non mi rompete -  non può che trovarsi perfettamente a proprio agio in un contesto intitolato Progresso, ciò che segue in scaletta non appare del tutto scontato e ordinario. La scanzonata Casa mia, successo del 1971 della Equipe 84 anticipa  Ognuno sa,  traccia contenuto nell'opera prima - e ultima - della romana Reale Accademia di Musica, mentre la scelta del tributo a Le Orme cade su un inedito su ellepì, Sera, presentato dalla band veneziana all'edizione del Festivalbar di Salvetti nel lontano 1975. 

 

desertorossoErika SavastaniI veri punti di forza del disco sono senza ombra di dubbio la rivisitazione di Messico lontano, cavallo di battaglia degli Albero Motore e del loro compianto vocalist Maurizio Rota, ed il recupero del leggendario, e rarissimo singolo dalle liriche apocalittiche della band dark prog Lydia e gli Hellua Xenium Guai a voi!, distribuito dalla piccola etichetta Rusty nel 1973 e divenuto negli anni a seguire un vero e proprio cult. L'epilogo è affidato a Cosa pensiamo dell'amore dei New Trolls, incluso originariamente in una raccolta di singoli della band genovese pubblicata nel 1970. Progresso si presenta come un lavoro decisamente ispirato, una convincente performance.  Deserto Rosso fanno tesoro del loro bagaglio d'esperienza decennale e degli episodi discografici precedenti rileggendo con gusto pagine musicali decisamente insolite,  propinando arrangiamenti equilibrati e di grande effetto, pur senza stravolgerne la natura originaria. L'ex attrice e danilocantautrice capitolina Erika Savastani si cala in punta di piedi nel confronto lirico con mostri sacri del calibro di Tagliapietra, Di Palo e Vandelli, uscendone in modo persuasivo. Soprattutto la versione Erika-Lydia di Guai a voi ! finisce per sorprendere e convincere oltremodo, lasciando intravedere potenzialità inaspettate. Un viaggio a ritroso nell'epoca d'oro del rock tricolore da considerarsi innegabilmente riuscito e dal quale Deserto Rosso possono attingere a pieni mani per il loro futuro artistico.

 

Il 1° Maggio 2014 c’è stata una release bis del disco, una Versione Deluxe (Bonus Track Version) - Reprise strumentale, contenente delle bonus tracks, nella fattispecie versioni strumentali dei brani. Inoltre l'uscita del video del secondo singolo estratto dall'album, Messico Lontano

 

Voto: 7/10
Alessandro Freschi

foto 2: Erika Savastani 

foto 3: Erika Savastani e Danilo Pao 

 

Deserto Rosso 

 

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