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24 novembre 2015 ,

Faccioli-Gastaldello

DISSANGUE

15 Novembre 2013 - Ltd. Ed. CDR/Tape – Autoprodotto – 8 brani: 38 minuti

Italia  #consigliatodadistorsioni   

 

dissangueAndrea Faccioli e Andrea Gastaldello sono due valenti musicisti che si celano rispettivamente dietro ai moniker Cabeki e Mingle, due dei più interessanti e freschi progetti musicali che la scena sperimentale italiana abbia potuto partorire negli ultimi cinque anni. Attivi dall’inizio del decennio scorso, Gastaldello è un pianista/musicista elettronico, mentre Faccioli suona, oltre alla chitarra elettrica, l’ukelin e la bell harp, strumenti a corda americani dei primi del ‘900 derivati dallo zither e dal salterio, dilatandoli/distorcendoli mediante una pedaliera e una loop station.

“Dissangue” sembrerebbe un disco studiato nei minimi particolari e invece stupisce apprendere che è totalmente improvvisato in studio: Gastaldello crea temi pianistici, colorandoli con i suoi droni generati elettronicamente, mentre Faccioli con la sua chitarra “trattata”, una loop station e gli inusuali strumenti a corde sopra citati realizza i tappeti sonori e le parti noise su cui giacciono le note di pianoforte. Sebbene il disco sia evidentemente collocabile nel filone ambient, che ha fatto la fortuna di artisti quali Brian Eno o Harold Budd, le parti noise in esso presente fanno la reale differenza: interferenze (ora di matrice power-electronics, ma mai ingombranti, ora di matrice glitch) create ad hoc per disturbare quel senso di quiete e di pace creato dal piano, conferendo al disco un feeling “malato”.

 

1013411_184790211687087_727462460_nTalvolta i ruoli di Gastaldello e Faccioli si capovolgono come nel caso di Disordine: Controllata Presenza (ove sono gli strumenti a corda di Faccioli a fare da padrone, sia come strumenti melodici che come tappeti sonori) oppure della title-track Dissangue (che sembra essere un collage di due parti ben distinte: una straniante sonata al piano di Gastaldello e una dissonante improvvisazione di Faccioli con i suoi strumenti a corde) oppure del brano di chiusura del disco, ove la chitarra di Faccioli duetta con il piano di Gastaldello su un tappeto di loop ossessivi e droni misteriosi.

Eraldo Bernocchi (Sigillum S, Ashes, Obake, Metallic Taste Of Blood, collaboratore di personaggi quali Harold Budd, Bill Laswell, Robin Guthrie, Tony Wakeford, Mick Harris, etc… e produttore d’esperienza) ha fiutato la bontà di queste improvvisazioni e ha curato non solo il mixing e il mastering del disco, bensì ha aggiunto suoni qua e là, ove 1005578_184794945019947_262260270_nnecessario, per completare un’opera di per sè ispirata.

Le bellissime foto e l’artwork curatissimo di Petulia Mattioli (Verba Corrige, RareNoise Records) su un elegante digipak, seppure in tiratura ultra limitata, innalzano ulteriormente il valore artistico di un album al 100% italiano (dai titoli dei brani agli artisti coinvolti), ma che non ha né luogo, né tempo.

E’ incredibile pensare come nessuna etichetta abbia voluto stampare (in CD o vinile) un disco così intenso e profondo, che, per l’esiguo numero di copie stampate in CDR o cassetta, rischia di passare inosservato. Il consiglio è quello di recuperare questa perla, se non l’avete già fatto.


Voto: 8.5/10
Diego Loporcaro

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