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28 ottobre 2017 ,

Fats Domino

Un pianoforte, una voce e un quintale di mito


fatshill                        1928 - 2017

 

"I found my thrill on Blueberry Hill…". A tantissimi appassionati di musica sarà rimbombato nella mente il ritornello della stupenda ballad, Blueberry Hill appunto, certo la più nota fra le cover portate al successo (e dentro la storia della musica) da Fats Domino, insieme all’immagine rubiconda e sorridente del grande cantante-pianista, con quello strano  taglio squadrato di capelli e nella caratteristica posizione di tre quarti rispetto alla tastiera del suo strumento a produrre un irresistibile terzinato, su un modulo che avrebbe condizionato la musica fra i Cinquanta e i Sessanta. E tantissimi avranno provato “a thrill”, “un fremito”, nel ricevere la notizia della scomparsa dell’artista, nella segreta speranza che arrivasse subito dopo una smentita; come avvenne nel 2005, quando Fats fu annoverato fra le vittime dell’uragano Katrina, che devastò New Orleans: in realtà egli non aveva voluto abbandonare la propria casa per rimanere con la famiglia e con la moglie malata, Rosemarie, che sarebbe scomparsa tre anni dopo.

 

fatsAntoine Dominique Domino il vero nome dell’artista: il soprannome di Fats gli era stato dato da Billy Diamond, direttore dell’orchestra che lo aveva ingaggiato come pianista appena diciottenne, non tanto per le forme abbondanti e rotonde, con il peso sempre sul quintale per un’altezza di solo un metro e sessantacinque, quanto perché il suo stile pianistico faceva pensare a quello del mitico Fats Waller. E' morto il 24 ottobre nella sua amata New Orleans, la città più grande della Louisiana, dove era nato, ultimo di nove figli, il 26 febbraio del 1928, in una famiglia nella quale la musica era di casa (il padre era violinista e lui s’era messo alla tastiera di un piano fin dalla più tenera età).

 

Già da qualche anno, per motivi di salute, Fats Domino si era un po’ defilato, non compariva in pubblico, se non per dare un saluto o ricevere un riconoscimento: nel 2012 aveva partecipato alla produzione televisiva  della HBO "Treme", nel ruolo di se stesso, mentre già nei suoi anni d’oro aveva preso parte a numerose pellicole musicali per il fats1grande schermo. La carriera di Domino si sviluppa fra il 1949 --- anno in cui compone il suo primo pezzo, che coincide con l’incisione del primo “quarantacinque giri”, intitolato The Fat Man, l’uomo grasso, chiaramente riferito ironicamente a se stesso --- e i primissimi anni Settanta, quando decide di smettere perché non se la sente di cambiare il proprio stile (quello che l’aveva portato ai massimi livelli, mettendo insieme il gradimento del grosso pubblico con il plauso della critica), che partendo dal boogie-woogie, abbraccia il jazz, il soul e diventa, più o meno consapevolmente, rock&roll, con una voce dalla timbrica calda ed ammaliante.

 

Oltre ad essere il grande artista che è stato, Fats Domino è diventato indiscutibilmente un’icona della musica, indicato come modello d’ispirazione da parecchi degli artisti fats2che invaderanno, di lì a poco, i palcoscenici internazionali: a cominciare da Bill Haley ed Elvis Presley, passando per i Beatles ed arrivando ad Elton John. Nel suo album “Rock 'n' Roll” John Lennon inserirà una cover di Ain’t That A Shame, un hit di Domino del 1955, mentre il cantante-pianista di New Orleans realizzerà, sul finire della carriera, quasi in omaggio alla band di Liverpool, una bella versione di Lady Madonna, dopo aver ispirato, a quanto sembra, lo stesso Lennon e Paul McCartney nell’arrangiamento di questo successo del 1968.

 

 

fatselvisNella sua carriera, oltre ad aver ottenuto i massimi riconoscimenti ed essere entrato nella Hall Of Fame, e nel novero dei dieci artisti del rock&roll più grandi di tutti i tempi, Fats ha venduto circa 120 milioni di dischi, mentre una quarantina di singoli sono stati ai vertici di tutte le classifiche di vendita. Fats Domino, grandissimo pianista, bellissima voce, caposcuola di una delle più belle pagine della storia musicale del Novecento, senza interrompere la serie di terzine sulla sua tastiera, si gira verso il suo pubblico ed elargisce il suo ultimo, solare, sorriso.  

 

Nello Pappalardo

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