Migliora leggibilitàStampa
13 Ottobre 2018

Stelvio Cipriani L’anonimo romano che cercava Anna

2018

cipriani                               1937 - 2018 

 

Partito dalla natìa Roma avendo in tasca un diploma in pianoforte, conseguito al Conservatorio di Santa Cecilia all’età di diciannove anni, e un bagaglio di esperienze di accompagnamento (e arrangiamento) di canzoni dell’epoca e di serate nei piano bar e nei tabarin, un timido Stelvio Cipriani atterra negli Stati Uniti per approfondire il jazz, genere che sente affine. L’incontro con Dave Brubeck sarà quello che più lo segnerà artisticamente, essendo il pianista americano il più “melodico” in circolazione e, conseguentemente, il più compatibile con l’innata propensione all’orecchiabilità del giovane capitolino. Rientrato in patria, Cipriani troverà sbocco artistico nella composizione di colonne sonore cinematografiche, soprattutto per i polizieschi, nei quali può sottolineare le parti di suspense facendo uso dell’esperienza jazzistica, ma nel contempo dare sfogo alla leggerezza o al romanticismo quando la situazione scenica lo richieda.

 

Ottiene svariati riconoscimenti e discreto successo, ma è nel 1970, con la realizzazione del commento sonoro dell’esordio alla regia di Enrico Maria Salerno, “Anonimo Veneziano”, che giunge la grande popolarità. La combinazione di fattori diversi 51GKMKTG60Lne decretarono l’enorme successo: le figure di Florinda Bolkan e Tony Musante, la loro interpretazione intensa della sceneggiatura di Giuseppe Berto e dello stesso Salerno, l’ambientazione in una Venezia decadente e autunnale, la combinazione di amore e morte secondo lo schema di “Love Story” e l’implicita proposta del tema del divorzio, all’epoca ancora in fase di accesa discussione nel contesto sociale e politico. Tra la messe di riconoscimenti il Nastro d’Argento per la Migliore Colonna Sonora che contribuirà a vendite inconcepibili per un disco di musiche da film privo di canzoni.

 

Da quel momento, il compositore sarà richiestissimo, realizzando centinaia di colonne sonore in svariati campi: oltre al cinema anche il teatro, la pubblicità, il settore dei documentari scientifici, naturalistici e professionali, si rivolgono sempre più spesso cover_libro_stelvio_cipriani_anonimo_romanoa Stelvio Cipriani, così come la televisione: indimenticabili le sue partiture per sceneggiati come “Dov’è Anna?”, il cui successo veniva decretato anche dalle sigle introduttive, come avevano saggiamente intuito i dirigenti RAI del tempo, oggi non altrettanto attenti al prodotto. Memorabili anche i commenti sonori a sceneggiati a carattere religioso realizzati dagli ambienti ecclesiastici e la sua partecipazione a eventi nello stesso ambito. Nel 2016, raccontandola a Pino Ammendola e Rosario M. Montesanti, rievoca la sua vita nell’autobiografia “Anonimo Romano(Teke Editori, nella foto), ma nel dicembre del 2017 verrà colpito da una violenta ischemia le cui complicazioni lo porteranno alla scomparsa l'1 Ottobre, nello stesso giorno di Charles Aznavour. 

 

Massimo Perolini

Video

Inizio pagina