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19 settembre 2016 , ,

Prince Buster

L’ultima leggenda musicale jamaicana

2016

                                                              1938 - 2016

 

1Prince Buster, con lui se ne va l’ultima leggenda musicale jamaicana. Muore all’età di 78 anni la voce dell’indipendenza jamaicana che ha influenzato gli artisti britannici della 2Tone. La Jamaica piange il suo figlio prediletto. È morto lo scorso 8 settembre, all’età di 78 anni, Cecill Bustamente Campbell, o più semplicemente Prince Buster, così come si era fatto conoscere sui palcoscenici internazionali. La morte è sopraggiunta in una clinica americana in Florida, a causa di una malattia incurabile che lo aveva consumato negli ultimi anni, senza mai mandarlo al tappeto, fino all’ultimo giorno. Prince Buster si porta nella tomba l’ultima testimonianza della musica jamaicana che negli anni ’60 lanciò il canto d’indipendenza della piccola isola caraibica dalla Gran Bretagna. Prince Buster (insieme ad altri guru jamaicani delle dodici note quali Tommy McCook and the Skatalites, DonDrummond, Roland Alphonso, Lord Tanamo, Desmond Dekker etc) è stato precursore delle ritmiche in levare che hanno portato lo ska, il bluebeat ed il rocksteady, generi all’origine dell’esplosione del fenomeno reggae, su palcoscenici più mainstream e con Bob Marley alla ribalta internazionale.

 

hqdefaultLa musica della generazione di Prince Buster è stata d’influenza per tantissimi altri gruppi (appartenenti alla seconda ska wave), tanto giamaicani quanto britannici. Tra gli altri, spicca la venerazione musicale nutrita nei suoi confronti dalla storica band londinese Madness, che prende il nome proprio da una canzone di Prince Buster (coverizzata dall’omonimo gruppo in una fortunatissima versione). Pietra miliare della sterminata discografia dei Madness, inoltre, è la celebre cover di One Step Beyond (pezzo scritto ed interpretato originariamente proprio da Buster), il brano che ha reso la piccola band di Camden Town un fenomeno mondiale. Una filiazione musicale che i Madness non hanno mai dimenticato, tanto da dedicare nel 1979 al loro “padrino” la bellissima The Prince. Un debito di riconoscenza che, più in generale, ha investito tutto il dilagante movimento 2Tone, tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80, tanto da lasciare di Prince Buster l’immagine di fonte d’ispirazione per un’intera generazione di musicisti.

 

3_298x294Dagli Specials (Buster fu uno dei primi a parlare dei Gangster nelle sue canzoni) ai Bad Manners, passando per Selecter e (English) Beat: i virtuosismi jazz riproposti nella travolgente ritmica in levare rappresentarono un fenomeno di tale impatto da rendere la musica original ska di Prince Buster la scintilla capace di unire immigrati dalle ex colonie e “indigeni” britannici contro le diseguaglianze sociali createsi agli albori del thatcherismo. Da quella musica, tanto rivoluzionaria quanto coinvolgente, nacque non solo l’identità antropologica e culturale della piccola Jamaica che iniziava a camminare sulle sue gambe, ma anche una nuova idea di 2_298x294working class britannica. Lo ska fu il cemento che tenne insieme generazioni di mods, skinheads e rude boys nel nome della fratellanza, dell’antirazzismo e del disprezzo per le discriminazioni sociali; ideali che tuttora resistono alla crisi, ai populismi e all’imprenditoria dell’odio e del terrore. Una lezione da cui tutte le sottoculture influenzate dalla musica ska non hanno mai smesso mai di ripartire, per rendere sempre meno utopico il motto della Jamaica, gridato anche da Prince Buster con la sua musica: "Out of Many, One People".

Riccardo Resta

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