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28 Gennaio 2014 , , ,

Pete Seeger Il padre del folk revival e dell’impegno civile

2014 - Smithsonian Folkways Recordings - Folkways

peteseeger                               1919 - 2014

 

Se ne va alla veneranda età di  94 anni Pete Seeger, il folkman americano più importante a tutti gli effetti  del XX° secolo, ed il propulsore antesignano alle metà del '900 del movimento per la pace e per i diritti civili. Un uomo tutto di un pezzo, fedele e coerente sino in fondo con i valori che propugnava. Sarà per sempre ricordato prima di tutto per il brano We Shall Overcome (che Joan Baez portò al successo con la sua interpretazione purissima, da brividi), che riassume tutte le utopiche speranze  di una generazione che pensava si potessero cambiare con la forza dell'amore e delle chitarre una società ed un mondo allora - come oggi - sconvolti dalle guerre, dalle diseguaglianze razziali ed orfani dei diritti civili. La sua lunghissima discografia, realizzata anche con il quartetto storico The Weavers, soprattutto per due etichette essenziali del folk revival a stelle e strisce, Smithsonian Folkways Recordings e Folkways, è giunta sino ad oggi: gli ultimi due dischi, usciti nel 2012, sono  "A More Perfect Union" e "Pete Remembers Woody", un omaggio di Seeger al suo vecchio amico Woody Guthrie, l'altro fondamentale protagonista insieme a lui della storia americana del folk e del country, morto molto più giovane nel 1967, a 55 anni.

 

Altri indimenticabili brani pacifisti, antibellici per eccellenza, scritti da Seeger sono Where Have All the Flowers Gone, diventata una hit nel 1962 ed entrata nei Top 40 grazie alla bella cover del Kingston Trio, e Turn! Turn! Turn! (To Everything There Is a Season), portata al successo nel 1965 dai Byrds di Roger McGuinn e David Crosby, in una sfavillante versione folk-rock che intitolò un singolo ed un album omonimo. Sempre i Byrds immortalarono di Seeger - nel loro primo album del 1965 "Mr.Tambourine Man" - la sognante The Bells of Rhymney, con il jingle-jangle sound delle loro Rickenbacker a dodici corde ed un arrangiamento vocale celestiale. If I Had apete seeger Hammer (The Hammer Song) invece, scritta nel 1949 fu riarmonizzata da Peter Paul and Mary nel 1962, diventando una pop hit formidabile: sarà ripresa nei sixties anche da Trini Lopez ed in italiano da Rita Pavone (Datemi un  martello). Seeger, che rese popolare anche l'uso del banjo a cinque corde, nel corso della sua carriera collaborò anche con grandi bluesman come Sonny Terry,  Memphis Slim e Willie Dixon con i quali incise degli album live. Un certo rigurgito di popolarità gli arrivò nel 2006 quando Bruce Springsteen gli rese tributo incidendo "We Shall Overcome: The Seeger Sessions", una ruspante ed appassionata raccolta di rivisitazioni di folk-songs scritte o rese popolari dall'attempato menestrello.  

 

Pete Seeger passerà alla storia anche per la sua integrità morale ed artistica e qualche aneddoto ad essa collegato: come quando - la veridicità dell'episodio non è mai stata mai appurata del tutto - icona della canzone popolare presente e vigile sul palco del Newport Folk Festival, il 25 luglio 1965, cercò di tagliare, sdegnato e su tutte le furie, con un'ascia i cavi della corrente per interrompere l'esibizione scandalosa di Maggie's Farm del nuovo Pete Seegerpupillo del folk revival Bob Dylan. Il ragazzo 'traditore' resosi reo di aver oltraggiato l'ortodossia folk, si era presentato con un chitarra elettrica Fender Stratocaster (uscita sul mercato appena dieci anni prima) ed i puristi del genere l'avevano ricoperto ripetutamente di fischi. Non saranno cose come queste a gettare ombre rilevanti sulla sua statura etica ed artistica, ma rimangono sintomatiche per capire il personaggio. Con lui si chiude un'epoca: sicuramente le sue songs continueranno ad essere rivisitate a tutte le latitudini ed i suoi insegnamenti diverranno - ma lo sono già stati e lo sono -  linfa vitale per le generazioni a venire

 

Pasquale Wally Boffoli

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