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18 aprile 2017

Gianni Boncompagni

Alto gradimento

2017

    Boncompagni                        1932 - 2017                                               

Il nome di Gianni Boncompagni sarà per sempre legato, per chi come chi scrive è nato negli anni Cinquanta (e per un'infinità di coetanei), a due trasmissioni radiofoniche, Bandiera Gialla e Alto Gradimento, che hanno accompagnato felicemente il passaggio dall'adolescenza alla gioventù. Bandiera Gialla, andata in onda dal 1965 al 1970, ruppe clamorosamente la tradizione paludata e misurata che imperava in Rai e per la prima volta dava voce a quella musica che stava entusiasmando la gioventù di mezzo mondo.  Il sabato pomeriggio l'appuntamento con Arbore e Boncompagni diventò imperdibile per migliaia di giovani che aspettavano trepidanti le ultime novità discografiche dei rocker inglesi e americani o dei loro epigoni italiani.  Ma quel che faceva di Bandiera Gialla, di Alto Gradimento dei programmi con una marcia in più rispetto agli altri era soprattutto  lo stile dei due conduttori, che non consisteva soltanto nell'ironia, nella leggerezza, ma soprattutto nel saper comunicare la precisa sensazione che per primi si divertivano proprio loro, Arbore e Boncompagni, che credevano in quel che facevano, amavano la musica che mandavano in onda.

 

La trasmissione aprì le porte così alla nuova musica dei capelloni, al beat, fu un'autentica rivoluzione, un'uscita dalla clandestinità; i figli del boom avevano finalmente un loro punto di riferimento, cui presto si affiancherà la fondamentale Per voi giovani, ideata da 02_0100082987000004h_640Arbore nel 1966. Ma il vero capolavoro dell'affiatata coppia Arbore-Boncompagni (nella foto a destra) sarà Alto Gradimento, una trasmissione che ha rivoluzionato il linguaggio radiofonico: tutto fluiva libero, frutto di continua improvvisazione, pochissimo era studiato e preparato, in un guazzabuglio di personaggi, intrusioni, tormentoni, battute, musiche che lo stile, la grazia, l'intelligenza, la vivida prontezza dei due conduttori magicamente controllavano. Il programma andava in onda alle 12,30 e, per non perderselo, si incaricava qualcuno di registrarlo o, come si era soliti fare con Tutto il calcio minuto per minuto, si usciva da scuola e si accendeva il transistor.

 

Qui ricordiamo e celebriamo Gianni Boncompagni soprattutto per le sue suddette intuizioni e cose migliori, che rimarranno nella storia della Radio, del pop e del costume italiano. Il resto è vita: negli anni successivi si sposterà sulla TV nazionale curando per lunghi anni molte regìe (Discoring, Non è la Rai, Macao e altre nazional-popolari), raccogliendo grandi successi e non poche polemiche, tra fagioli, cruciverboni e pletore di lolite; ma anche nel caso di trasmissioni discutibili come autore televisivo non perse mai quel suo tocco ironico e leggero che gli impediva, qualunque cosa facesse, di scadere nell'equivoco e nella volgarità. Ora che se ne è andato molti si divertiranno a rovistare nella spazzatura, a cercare così  un po' di effimera gloria: tutto già visto in altre occasioni, tutto molto squallido, a noi non resta che ringraziarlo per aver contribuito a far crescere negli anni '60 e '70 il nostro amore per la musica e averci regalato più di un sorriso. 

 

Ignazio Gulotta

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