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14 febbraio 2017

Robert Fisher

ADDIO AL MAGNIFICO CANTORE DEI DIMENTICATI

2017

                     1957 - 2017

 

Non sono poi molti gli artisti con i quali puoi dire di essere entrato in totale sintonia, che quando senti l'attacco di una qualunque loro canzone ti sembra che lui l'abbia scritta proprio per te, perché sembra conoscere fin nel profondo la tua anima e le segrete vie del tuo cuore, ebbene Robert Fisher, il perno intorno al quale ha girato per vent'anni il folto gruppo di musicisti che ha via via suonato sotto il nome della Willard Grant Conspiracy, è uno di questi grandi artisti. La sua scomparsa non è soltanto quella di un genio appartato e purtroppo non pienamente compreso dal pubblico, ma è quella di un caro, carissimo amico, le cui canzoni portavano conforto perché vibravano di intensa umanità, che vuol dire capacità di provare empatia per gli altri esseri umani con le loro esistenze complicate fatte di dolori, speranze, gioie, delusioni. Ma abbiamo sbagliato a usare il tempo passato, perché, anche se il cancro il 12 febbraio ha portato via Robert Fisher, impedendogli di assistere all'uscita del disco al quale ha lavorato in questo ultimo anno di vita, la sua musica possiamo sempre riascoltarla e farla rivivere attraverso le profonde emozioni che ci suscita. Ameremo sempre la sua voce calda e baritonale che ci racconta, come fossimo intorno al fuoco in una notte piena di stelle nel deserto, storie di uomini e donne, di luoghi e stati d'animo, e proveremo un grande calore facendoci avvolgere da quella malinconia dolce e non rassegnata che permea le sue canzoni come un tramonto infuocato che poco a poco si perde nell'immensità del deserto.

 

Della sua magnifica carriera artistica diremo solo che qualunque disco a sua firma vale senz'altro la pena di essere acquistato e ascoltato, non vi troverete mai nulla di banale o di sciatto, tutto è il frutto di un artista sincero, figlo e magnifico interprete della migliore tradizione musicale americana, uno che ha davvero qualcosa da dire; aggiungiamo soltanto che la sua collaborazione con numerosi artisti, anche di estrazione musicale diversa, è la dimostrazione di una grande disponibilità a incontrare e a confrontarsi con gli altri, di una mente aperta e incline alla sperimentazione. A dimostrazione di quanto detto ci sentiamo di raccomandare un ep, inciso per l'olandese Komkurrent per la serie In The Fishtank, frutto di una session comune fra Fisher e altri dei WGC, fra cui l'altro fondatore Paul Austin e David Michael Curry, e il gruppo di imageselettronica olandese Telefunk, alle prese con un repertorio tradizionale l'incontro fra due mondi musicali così distanti si risolve in una miscela di grande armonia ed equilibrio e di incantevole fascino.

 

Ma Fisher non era solo un grande musicista, era anche un uomo straordinariamente gentile e disponibile, te ne accorgevi soltanto vedendolo, la sua maestosa mole e la lunga barba che gli arrivava al petto, le sue movenze misurate che facevano pensare a un orso appena uscito dal letargo, tutto dava un'idea di compostezza e misura, burbero solo in apparenza. Vogliamo ricordarlo con le parole bellissime con le quali ha spiegato la decisione di andare a vivere nel deserto californiano, vicino alla città mineraria abbandonata di Bodie, alla quale ha dedicato il suo ultimo, bellissimo album del 2013 "Ghost Repubblic": «Un posto per i dimenticati e per quelli che il resto della città vuole dimenticare», ma certamente chi ha amato la sua musica non potrà mai dimenticarlo.

Ignazio Gulotta

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