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20 giugno 2014 ,

Róisín Murphy

MI SENTI EP

2014 - The Vinyl Factory

roisinChi si ricorda di Róisín Murphy? La cantante irlandese è famosa per essere stata la metà dei Moloko, gruppo dance in voga nel periodo a cavallo tra la seconda metà degli anni novanta e la prima degli anni zero, ha poi intrapreso, la carriera solista producendo fondamentalmente due LP, l’ottimo “Ruby Blue” nel 2005 e l’ancor meglio riuscito “Overpowered”  del 2007. Sono seguite poi, una serie di collaborazioni di nicchia con gente come i Crookers, i Mason, David Morales, Luca C & Brigante e Freeform Five. Nello stesso periodo Róisín si è esibita numerose volte in coincidenza di eventi promozionali e lanci di nuove collezioni di moda allestendo performance a metà strada fra il dj-set e il concerto, dove l'artista non si avvaleva di una band ma mixava brani altrui con i propri, cantandoci sopra dal vivo ed interagendo con installazioni visuali da lei curate. Ora, complice il compagno produttore Sebastiano Properzi (la metà del duo dance Luca C & Brigante) esce dal silenzio con un EP concepito tra Londra ed Ibiza, la cui prima definizione che viene alla mente è: ‘coraggioso’. “Mi senti” è infatti un omaggio alla canzone Italiana di grandi classici degli anni ’60-‘70 con brani di Mina (Ancora ancora ancora e Non credere), Lucio Battisti (Ancora tu), Patty Pravo (Pensiero stupendo), Gino Paoli (La gatta) ed un inedito (La sintesi). 

 

roisin_ami-barwell2Concentrandoci sull’aspetto musicale del progetto, dobbiamo dire che si tratta di un lavoro decisamente ben riuscito che ci restituisce i brani citati in una veste nuova, all’insegna del minimalismo elettronico dove la Murphy, in particolare nelle cover di Mina, ha spinto, per sua stessa ammissione, la sua voce ai limiti. Certo, non in tutti gli episodi la cosa riesce al meglio come ad esempio nella cover di Paoli, lasciata probabilmente appositamente alla fine del disco anche a sottolineare il carattere di divertissement del progetto o nella rielaborazione downtempo di Pensiero stupendo che appare un po’ troppo freddina rispetto all’intensità dell’originale. Ma è negli episodi come la cover dei brani di Mina (Non credere) raffinatamente avvolgente e quella di Battisti, rivestita con un tappeto minimal disco molto vicino alle ultime cose del cantautore Reatino, che il lavoro mostra  un raffinato incrocio tra una fredda italo-disco ed un sinuoso synth-pop perfettamente calati nell'atmosfera generalmente nostalgica dei brani scelti, mescolati ad un minimalismo elettronico pienamente attualizzato. Stranamente (o forse no), il brano migliore risulta l’inedito, composto dal duo lungo la realizzazione delle incisioni delle cover, che presenta il testo più semplice di tutti, ed è sostenuto da un irresistibile ritmo disco e magnetiche sonorità sintetiche. Un premio quindi al coraggio di Róisín nell’attesa di sentirla con un nuovo album che, se le sonorità saranno queste, risulterà sicuramente altrettanto valido.

Ubaldo Tarantino

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