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24 agosto 2012

Dopelord

MAGICK RITES

2012 - Can't tell you Records

Dopelord  MAGICK RITES Sono tornati i Black Sabbath, o quantomeno hanno dei nipotini a Lublino, nella lontana e glaciale Polonia. Questi “Magick Rites” sono davvero un bel biglietto da visita per questi Dopelord, e lasciamo perdere per un attimo attinenze ed ispirazioni occulte e sataniste, il più delle volte intese come atteggiamento modaiolo più che sincera devozione. Il termine stoner/doom metal affibbiato a robe come questa non mi attrae più di tanto, ma se proprio serve ad avvicinare il lettore/ascoltatore eccolo qua. Un disco pesante come un macigno, è davvero impresa ardua arrivare alla fine dei 50 e passa minuti di questi riti magici, solo orecchie allenate per simili sonorità possono compiere l'improba impresa. Ad onor del vero i brani si assomigliano un tantino, ma è tanta la grinta dei polacchi che mi sembrerebbe di toglierli qualcosa sminuendo il loro lavoro.

 

I titoli dei brani non lasciano dubbi in merito alle intenzioni del gruppo: il pentagramma, figlio di lucifero, posseduta, olocausto magico (davvero di dubbio gusto vista la loro patria d'origine!) e via discorrendo. Il cantante se la cava bene con l'inglese, anche se le parole restano spesso incomprensibili, sotterrate da montagne di wah wah ed effetti chitarristici a non finire. Tra le songs scelgo l'opener The Pentagram, quasi un outtakes dal primo Sabbath, ma lo stesso si potrebbe dire di Ghost Cargo from the Bong, due ottimi esempi di Kyuss sound evoluto. Gli undici minuti finali di Rise! Undying! suggellano un disco che piacerà molto agli amanti del suono chitarristico, quello più pesante, senza sfociare nel metal puro però, un po' meno agli altri risultando alla lunga un tantino monocorde e poco digeribile. 

Ricardo Martillos

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