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9 ottobre 2015 ,

Jarred, The Caveman

I’M GOOD IF YER GOOD

9 Ottobre 2015 - Stop Records-Lunatik

jarredI’m good if yer  good” è titolo del primo disco sulla lunga durata di Jarred, The Caveman, dopo un Ep, “Back into the sinkin’ ship”, uscito due anni fa. Il gruppo nasce dall’incontro tra l’argentino Alejandro Baigorri e gli italiani Luca Guidi e Matteo Garattoni, nel segno della musica americana. I protagonisti di questo lavoro si fanno chiamare uomini delle caverne, ma tutt’altro che cavernicola è la loro produzione. Si tratta di un indie rock gentile e molto ben scritto, con gradevoli soluzioni di arrangiamento. Trombe e chitarre acustiche, unite a suoni ambientali forniscono l’Intro, quindi Troubles, programmatica fin dal titolo, traccia le coordinate del disco: voce leggermente nasale, chitarre arpeggiate, qualche tocco di tamburi e piatti, una tipica ballata che ricorda praterie e highways assolate. Più ritmata She ain’t gonna come, con chitarra e banjo al proscenio, più elettrica Interstate, con le chitarre che duettano.

 

Il disco prosegue variando le atmosfere, ballate, brani più costruiti come Still burnin’, dove la batteria è più presente e le chitarre forniscono un sottofondo misterioso e il violino contribuisce a creare fascino, altri come Red wire dal tono più folk, sebbene chitarre elettriche e fiati non tacciano. Suoni di frontiera per Amelia, rock del deserto, fiati messicani, banjo country. Si alternano canzoni su tempi lenti e veloci, creando la giusta alternanza che mantiene desta l’attenzione. È interessante come musicisti provenienti da cavemandiverse aree del mondo abbiano prodotto un disco dalle atmosfere così tipicamente nordamericane. Segno che la musica ormai è universale: un giovane è cresciuto con sonorità di questo tipo, che siano il blues, il rock più classico o il post punk, ed è allora logico che si cimenti con questi generi musicali. Gli inevitabili echi dei grandi della canzone a stelle e strisce sono presenti, ma non sono mai imitazione pedissequa, ma rimandi alla classicità di quel genere musicale. Come disco di esordio I’m good if yer good ci appare un lavoro riuscito. La provincia italiana, in questo caso Sant’Arcangelo di Romagna, mostra ancora una volta che anche da noi si può non essere provinciali e incidere musica di carattere internazionale.

 

Alfredo Sgarlato

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