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29 dicembre 2018 ,

Stain

ZEUS

5 Ottobre 2018 - Beta Produzioni

stain Copertina-2-1-770x770Canzoni pop molto robuste, con chitarra e batteria prominenti, un sound smaltato che ben sbalza fuori dalla casse, preciso e conciso, pur se un po' monocorde lungo 11 canzoni a cui non sempre corrisponde quel songwriting accattivante e furbetto necessario con questo stile. L'esordiente quartetto di Bari Stain dedica questo primo album a Zeus, "un cane, un'ispirazione, uno specchio", giocandosi la carta dei testi in inglese, cercando il tassello mancante tra la melodia di matrice italiana, (quella dei Negramaro per esempio) con il rock più sfacciatamente mainstream (U2, Smashing Pumpkins, Linkin Park, Nickelback). Senza alcuna nostalgia "classic", anzi con un umore inquieto che si trasforma in nascoste vibrazioni new wave, dai tratti dark appena accennati sotto la superficie. Un disco ottimamente interpretato, maturo nei suoni e nella tecnica, oltretutto abbinato ad un ricco booklet con tutti testi e belle foto di un gruppo che sembra già rodato e di presenza bella quanto basta per farsi strada nel sovraffollamento delle giovani rock band.

Giovanni Capponcelli

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