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1 febbraio 2016 , ,

Elektrojezus

YOU ARE THE ALIEN

16 ottobre 2015 - Otium Records

elektroElektrojezus nasce nella provincia di Brindisi nell’estate del 2011 da un’idea di Francesco Barletta (voce, chitarra, sintetizzatori) e Angelo Simeone (voce, basso, sintetizzatori) a cui si aggiunge il videomaker Claudio Macchitella, come parte integrante dei live show.Il sodalizio tra i due musicisti risale al 2003 e li vede coinvolti in esperienze musicali che vanno dal punk al metal passando per il pop-rock (Demeter, Krop Circles, Vostok…). Dopo un paio di EP in CD-R la band giunge a "You Are The Alien", il tanto atteso album di debutto prodotto dall’etichetta Otium Records (Orchestra Dark Italiana, Dirty Trainload, We Love You e tanti altri). L’album si apre con la voce di Arthur C. Clarke, scrittore di romanzi di fantascienza, famoso per il suo “2001: Odissea Nello Spazio”.

Password è uno strumentale alla Cubanate dove bassi e chitarre elettriche molto distorte e pesantissime si sposano con ritmiche tipicamente dance. Alpha è uno strano connubio tra hard rock e indie-electronic che, pur offrendoci una buona dose di adrenalina, non ha una direzione ben precisa. A Walk In Time è una sorta di crossover tra Nine Inch Nails e Muse, suonato e cantato molto bene, ma che si discosta dal resto dell’album.

Bug è più orientato su sonorità indietroniche (Digitalism, Justice) anche se la chitarra troppo heavy poco si adatta al resto dei suoni. Human Love è una canzone indie-electro-pop orecchiabile, ma non è uno dei migliori episodi del disco. Like You è un brano poderoso e accattivante, ma risente in maniera troppo evidente dell’influenza dei Muse (soprattutto nelle linee di voce e chitarra).

 

You Are The Alien e la successiva Welcome To Oregon sono due belle tracce indietroniche decisamente più convincenti delle precedenti e indicano una strada da seguire per il futuro della band. I’m Not Coming Back, brano trainante nei live show, è anche in studio uno dei brani più coinvolgenti, tra melodie vocali pop, rock duro ed elektroelettronica ballabile.

Message From Pluto (Part 1) è un altro bel brano indie-electronic caratterizzato da ritmiche sghembe e un basso elettrico tritasassi. Message From Pluto (Part 2), ottima chiusura di album, è uno strumentale la cui frenetica base ritmica elettronica sostiene le melodie malinconiche di un pianoforte lontano. Una produzione troppo pulita e tradizionale sacrifica il sound ruvido e potente che la band ha in sede live.

Va tenuto presente che You Are The Alien, assolutamente godibile e ben fatto, è pur sempre un disco di debutto e vede la band disorientata su due strade: quella dell’hard rock elettronico (una sorta di Muse in salsa electro) e quella dell’indietronica, che sembra essere più congeniale al trio e più in linea con i tempi. 

Ma deve essere la band stessa a voler realizzare definitivamente questa svolta, iniziando a scaricare i suoni troppo saturi delle chitarre e rinunciando ai riff heavy che oggi la caratterizzano. Un disco variegato destinato a piacere al pubblico più giovane e agli amanti del crossover anni ’90 tra rock ed elettronica.

Diego Loporcaro

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