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4 febbraio 2017

How Piano

YOU ARE HAPPY

5 marzo 2016 - Autoproduzione

How Piano è un quartetto trevigiano alla prima prova sulla lunga durata in studio. Guidati dalla fantasia di Mattia Aru How Piano propongono un distillato musicale desueto nel panorama italiano piuttosto parco nella produzione di oggetti musicali non ben definibili come questo “You Are Happy” che presenta i contorni indefiniti di un esoterismo psichedelico che rimesta a piene mani nei Jennifer Gentle e nelle pastoie magniloquenti di Eels. Se aggiungiamo poi un tocco pop e una sensibilità alla Bowie dell’ultimo periodo abbiamo integralmente Oscillation con la quale si apre il disco che sviluppa i suo discorso ondeggiando tra gli ancheggiamenti blues di The First Ego e gli ammiccamenti psych distribuiti lungo tutto il lavoro. Particolarmente ricercate le atmosfere ricostruite dalla tenuità quasi seventy di Passing By e l’ipnotica In The Belly dominata da una ostentata ossessività ricorsiva sottolineata dall’uso del metallofono. Il disco si chiude con il delirio sonoro di Pandas Eats Eucalyptus nel quale le esplosioni sonore si alternano a compressioni molto violente del suono disegnando il manifesto dell’anti-pop mainstream della band veneta.

Il lavoro artistico di How Piano si muove con disinvoltura tra più linee compositive usando il lo-fi come amalgama, l’impressione tuttavia è che non riesca quasi mai a superare la soglia della mera piacevolezza. E questo non per mancanza ma per eccesso di riferimenti e tonalità: è che a mettere troppa carne al fuoco si rischia l’indigestione e una buona dose di avanzi.

Luca Gori

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