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2 febbraio 2016 ,

Rigo

WATER HOLE

23 gennaio 2016 - Rivertale Productions

Rigo WATER HOLEUna mezzoretta soft e acustica sulle coordinate di una certa canzone americana non troppo country, non troppo western, non troppo roots e non troppo easy è quella che ci propone Rigo (Antonio Righetti) ex Rocking Chairs, ex bassista di Ligabue e collaboratore di grandi nomi nazionali e stranieri (Gang, Mick Taylor, Elliot Murphy, Steve Wynn, Luciano Pavarotti, Robert Gordon, Willy De Ville, Edoardo Bennato, Willie Nile e altri). Per capirci, la linea seguita è quella del “Nebraska” di Bruce Springsteen, canzoni brevi, accompagnate dalla sola chitarra acustica (con qualche sovraincisione di basso e poco altro) e dalle soffuse percussioni di Robby Pellati, cantate in buon inglese con spruzzate di struggente armonica a bocca.

 

Viste le coordinate non è impossibile intravvedere tra le note l’ombra di Tom Waits nella caracollante Henry’s Siege Mentality che apre l’album così come in Tear It Up, ombra che si unisce a quella del Boss in più di uno degli altri brani. A sottolineare l’americanità voluta, l’attore Danio Manfredini recita Raymond Carver prima di The King Of Love uno dei pezzi migliori insieme a Dangerous tra queste otto composizioni originali di Rigo. Se togliamo l’inutile riempitivo strumentale Vetro di poco più di un minuto che si arrampica stranamente su territori da soundtrack minimalista che nulla hanno a che fare col resto dell’album, resta una manciata di canzoni piacevoli che non fanno certo gridare al miracolo ma che si fanno ascoltare volentieri e che potranno certamente essere apprezzate dagli amanti del genere.

 

Maurizio Pupi Bracali

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