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18 dicembre 2016 ,

Sonicatomic

VIBES ADDICTION

18 ottobre 2016 - Autoproduzione

La sperimentazione è sempre stata il motore di ricerca preferito di un certo tipo di musicisti, il voler andare oltre la melodia e cercare nuove strade per poter esprimere la proria sensibilità artistica. In certi casi può essere anche stimolante e produttivo, sia per chi suona e sia per chi ascolta, ma ci sono sempre dei limiti da non superare, pena il passare dal capolavoro artistico alla noia più totale. Nel caso dei Sonicatomic e di "Vibes Addiction" questo limite è stato ampiamente superato, il motivo è un uso e abuso spropositato di questa ricerca sonora, che pur suggestiva, non si lascia ascoltare piacevolmente e annoia già dopo pochi minuti di ascolto.

Stiamo parlando di musicisti tecnicamente preparati e che sanno ben giostrarsi con il proprio strumento, creando a tratti, anche delle discrete linee sonore, ma purtroppo prive di personalità e attitudine, che non coinvolgono all'ascolto, trasformandosi in un inutile sottofondo da “apericena” che ha poco a che fare con la sperimentazione o la ricerca di un “mood” sonoro. La musica ha bisogno di buoni musicisti (e i Soniatomic in questo sono abili arruolati), ma ha bisogno anche di una componente fondamentale di cui l'ascoltatore si nutre: la melodia. I brani solo strumentali sono sempre apprezzabili, soprattutto se a suonarli sono persone che sanno il fatto loro, farne un intero progetto sonoro non sempre può essere una buona idea, come in questo caso. 

 

Luca Fiorucci

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