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6 dicembre 2016 , ,

J.H. Guraj

UNDERRATED GLANCES AT THE EDGE OF TOWN

8 ottobre 2016 - Maple Death Records

Una cassetta con doveroso fruscio di sottofondo “d’ordinanza”, quattro tracce su un lato, cinque sull’altro, e 29 minuti di musica in tutto per questo artista cosentino che si considera, in un certo senso, “albanese d’adozione”. Lui infatti si chiama Dominique Vaccaro, ma si firma con questo pseudonimo per omaggio a una comunità rurale albanese con la quale è entrato in contatto (se sia storia o leggenda, non ci è dato sapere).

In realtà l’album di Guraj “fa finta” in modo molto elegante di essere lo-fi, con questa sensazione di fruscio che dà il giusto tocco di calore al sound, con quegli strani rumori che sembra di percepire ogni tanto, come se il vento entrasse in studio di registrazione e facesse tintinnare qualcosa, o come se cadessero degli oggetti, apparentemente per caso, ma forse intenzionalmente. In realtà la registrazione è perfetta, è pulita, è limpida, tutte le frequenze sono al posto giusto, per valorizzare lo strumento principe di quest’opera. J.H. Guraj, infatti, è un chitarrista e qui siamo di fronte a un album di sola chitarra. Il cosentino è un virtuoso, si sente dal tocco, dalla perfetta intonazione di ogni singola nota, dall’equilibrio delle dinamiche, ma lui non ha alcun bisogno di darlo a vedere: l’album è asciutto, scarno, essenziale, lo si potrebbe quasi definire “impressionista”; poche pennellate danno tutte le sfumature necessarie a raccontare delle storie. C’è del minimalismo, del folk, del country, del blues, del jazz, che vanno a fondersi in tanti piccoli tocchi per riassumere, con sei corde, tante magnifiche storie da raccontare.

 

Alberto Sgarlato

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