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8 maggio 2016

Babbutzi Orkestar

TZUPER

18 marzo 2016 - Autoproduzione

Un ottimo album di musica balcanica trascinante e “contaminata” è la proposta del sestetto milanese che al classico suono di trombe, tromboni, fisarmoniche e chitarre aggiunge ritmi e armonie meno europee in un amalgama vincente e davvero divertente. La chitarra è quasi sempre riverberata con un suono, tra il western Morriconiano e il surf anni cinquanta, che farebbe godere oltremodo Quentin Tarantino; ma è dove la contaminazione è più evidente che i Babbutzi danno il massimo come in Caramella già uscito come singolo o Boom Bye, che apre l’album, brani dove si dimostra, almeno musicalmente, che i Balcani confinano con l’Arabia. Ci sono poi più esotici ritmi in levare e saltellanti che irrompono avvincenti e irrefrenabili: Gengis Khan, Crash Day, e Perro Caravan sposano la balkan music con lo ska più travolgente e a questi aggiungiamo l’irresistibile e unico strumentale, Walter Mambo, che vede ospite alla tromba Eusebio Martinelli già con Vinicio Capossela. Altri ospiti che arricchiscono questa bella prova dell’ensemble milanese sono: Manuel Ferreira nella spagnoleggiante La Parada, e il rapper Francikario che ritma le sue parole sull’ondeggiante tappeto ska della già citata Crash Day.

Un album più che piacevole, dal suono corposo e potente che fa battere il piede ininterrottamente, e che potrà appagare il gusto di chi su una base di musica balcanica cerca un po’ meno folk e un po’ più rock.

Maurizio Pupi Bracali

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