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2 aprile 2014

Jok & Rueka

TUTTA SCENA

2014 - Street Label Records

Jok & Rueka TUTTA SCENA La scena rap italiana ci sta abituando sempre di più a opere soliste, seppur ravvivate da numerose collaborazioni, ma comunque sempre incentrate su una forte figura di riferimento. Questa volta invece siamo di fronte a un agile lavoro di squadra, messo in atto dal produttore sardo Jok e dal rapper romano Rueka, che si incontrano sotto l’etichetta Street Label Records. Il frutto di questo incontro è l’album “Tutta scena”: 15 tracce sul tema della scena, appunto, del saper tenere la scena sul palco spesso crudele e impietoso della vita, sul tema della maschera, della recita, del doppiogioco.

 

«Perché non torni a lavorare con me in cantiere?»

«Zio, io ho fatto la scelta di cantare, lo volete capire?»

«Perché non lo fai come hobby, la sera, con gli amici?»

«Zio, tu fai il muratore come hobby, la sera, con gli amici?»

 

 

Queste quattro battute iniziali già mettono in chiaro, in modo ironico, quella che è la situazione del rapper, e più in generale dell’artista, in ogni campo, in Italia: non sei preso sul serio, nonostante tu possa impegnarti a veicolare un messaggio forte, nonostante tu abbia qualcosa da dire. In Italia la musica non è un lavoro, e questo concetto è ribadito nella seconda traccia, Tanta nostalgia, dove il protagonista del brano si sente dire «Non ti senti finito? Non hai fatto successo a 30 anni, sei un fallito!» e continua «Per questa mia passione mi sento dire vecchio». I suoni chitarristici puliti e arpeggiati di Tanta nostalgia cedono subito il passo a un pianoforte altrettanto limpido e delicato in Non ti sento, deliziosamente impreziosita dalla voce di Eva J, soluzione soft adottata anche nella successiva Dentro ogni storia. Produzione curata e suoni d’atmosfera, una scelta non aggressiva per spingere in avanti la voce e i testi, sempre importanti. L’album è scaricabile gratuitamente nella sezione LAB del sito di Street Label Records; la copia fisica, coerentemente con il tema della maschera, offre una inquietante copertina con dei volti di clown che non sfigurerebbero in un film tratto da un libro di Stephen King o in un video degli Slipknot.

 

Alberto Sgarlato

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