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30 settembre 2016 , ,

The Giant Undertow

THE WEAK

2 settembre 2016 - Shyrec

The Giant Undertow è il nome d'arte di Lorenzo Mazzilli, padovano trapiantato a Bologna, cantautore folk dotato di una voce country western profonda ed assolutamente non italiana, che rimanda ai tempi di Jim Reeves o, più di recente, a Jamey Johnson. "The Weak" è il disco d'esordio, che l'artista sta attualmente proponendo in una lunga tournée italiana. Si tratta di un album "di genere", che forse non interesserà proprio tutti, poiché rimanda ad atmosfere "desert blue" che non sono esattamente pane quotidiano, qui da noi. Ma Mazzilli si rivela un artista di classe e riesce a confezionare brani country e folk suggestivi e ben interpretati. Del resto, nonostante questo sia il suo album d'esordio, Mazzilli non è affatto nuovo del mestiere, per aver suonato il basso nel tour europeo del cantautore country texano Daniel Payne, diviso il palco con il re di genere King Dude e persino con la punk band newyorkese Cult of Youth.

 

Se proprio questo disco ha un neo, è nella pronuncia americana non sempre accuratissima. Un elemento importante, ma non tale da compromettere il risultato di un lavoro che rappresenta, senza dubbio, una partenza con il piede giusto. L'elemento di distinzione più evidente dal country folk americano è rappresentato dai testi: molto più articolati, complessi, di quanto solitamente non si veda in questo genere. Si segnalano, in particolare, The Battle of Wine (sì, con la A), una bella ballata dal sapore classico, la peculiare Captivity Waltz, brano questo che difficilmente si potrebbe trovare nell'album di un qualsiasi artista country americano, la suggestiva ballad in 12/8 Palpah e il brano di chiusura e quello dalle atmosfere più rock di tutto il disco, Dance in a Bone


Valerio Pugliese

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