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9 settembre 2013

The Trick

THE TRICK

2013 - Afrakà

THETRICK copertinaBand campana nata nel 2008 composta da tre chitarre, basso e batteria, che indossa un abito sonoro comodo che spazia dal rock classico al glam per arrivare all’heavy metal e al rock funk. Prevalgono i quattro quarti, assoli di chitarra, arpeggi, strutture ritmiche lineari. Le linee vocali sono accompagnate da un riverbero abusato e talvolta eccessivo e sparano verso l’alto mettendo subito in evidenza le doti canore di Tony Napolano. Le chitarre sono regine con il loro overdrive, assoli, riff e arpeggi. Già dal primo brano si capisce questa tendenza. Don’t Believe in Me parte con un riff alla Jimi Hendrix e prosegue con una linea hard rock accompagnato dalla melodia graffiante della voce che soprattutto nei brani seguenti sembra prendere a modello timbrico Jeff Buckley.  Per terminare dopo altri sei pezzi, con un riff di chitarra in wah e una batteria sincopata che aprono il brano di chiusura Non Capire, con la partecipazione di Lino Vairetti degli Osanna alla voce che canta insieme a Napolano. Ritornello con chitarre alla Van Halen che accompagnano il duetto efficace nell’orecchiabilità della melodia.  Interessante il bridge con basso e batteria dubbeggianti e riff di chitarra tendenzialmente hard rock. Una band che suona per la propria essenza piuttosto che per tendenza o per stile. Purtroppo alcune soluzioni risultano abusate, già sentite e incastrate in schemi piuttosto statici. The Trick hanno certamente i numeri per andare avanti nella loro strada ed emergere dalla palude delle band locali come stanno facendo in quest’ultimo periodo. Manca, però, un lavoro sartoriale nella ricerca di uno stile meno datato e più concentrato sull’emozione piuttosto che sulla tecnica.

 

Andrea Sgobba

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