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3 novembre 2015 , ,

The Smuggler Brothers

THE SMUGGLER BROTHERS

31 ottobre 2015 - Tone Deaf Records / Goodfellas

Tone Deaf Records / GoodfellasLa scena indie palermitana, città da cui provengono questi Smuggler Brothers, è ormai una delle più vive e interessanti della penisola, un aspetto non secondario di questa scena è il grande eclettismo di buona parte dei musicisti che si cimentano in progetti apparentemente anche molto distanti tra loro, dalla psichedelia alle varie declinazioni del metal, dal folk all'indie, dal prog al punk.. Così i sette musicisti che hanno dato vita agli Smuggler Brothers provengono da esperienze musicali molto diverse tra loro (Furious George, Urania, Sergeant Hampster, Haemophagus, Shock Troopers, ecc.) lanciandosi adesso pericolosamente sulla strada scintillante e nervosa del funky scatenato e un po' folle che colorava le colonne sonore dei polziotteschi italiani degli anni '70. Film che trovavano la loro collocazione non tanto nelle sale di prime visione, quanto nella miriade di cinemini periferici e popolari che costellavano la nostra penisola.

Ora l'amore per quella stagione musicale anima e innerva la proposta musicale dei palermitani che hanno dato vita a un disco che sprizza fervida energia da tutti i pori con un groove potente e gioioso, ritmo trascinante, fervida e libera fantasia creativa. Musica di movimento, ritmi senza respiro, chitarre fuzzy e fiati irruenti, sezione ritmica pulsante e potente, con influenze tribali, fanno della musica degli Smuggler Brothers un 'affare sporco' e molto divertente, un mix di library music, psico-funk anni '70, si pensi a Funkadelic o Sly and the Family Stone, tirate jazz e derive prog, in particolare nelle tastiere, che a volte richiamano perfino Brian Auger, e nel flauto.

 

Musica calda, vibrante, tirata sui ritmi veloci e il montaggio tagliente del poliziotteschi d'antan, inseguimenti automobilistici, sparatorie, sulfurei night, interni geometrici e stilizzati, impermeabili col bavero alzato, donne seducenti pronte a morire per amore e a tradire per denaro, borsoni pieni di soldi, è su questo immaginario che si avvita la musica della band in continuo gioco di rimandi a quelle scintillanti ed eccentriche colonne sonore, capaci di frullare le tradizioni musicali più diverse, ma c'è anche e soprattutto un'anima molto rock'n'roll che soprintende al tutto, le canzoni brevissime, veloci, si susseguono con ritmo incalzante e con una forte carica di rovente sensualità.

Con sapienza nel fluire delle quindici tracce i Nostri sanno alternare brani veloci ad altri dal ritmo più lento, nevrosi urbane e trance psichedelica, ironia e furore, insomma non si corre certo il rischio di annoiarsi. Il disco si conclude con una cover omaggio ad Alessandro Alessandroni, lo scatenato swing Black Spot che sprizza amore per la black music da ogni nota. Non ci rimane che menzionare i sette bravissimi musicisti coinvolti nel progetto: Giorgio Trombino, chitarra e flauto; Giovanni Di Martino, tastiere; Roberto Orlando, chitarra; Vincenzo Nuzzo, basso; Claudio Terzo, sax; Valerio Quartararo, tromba; Giorgio Piparo, batteria.

Ignazio Gulotta

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