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15 giugno 2016 ,

Plants

TALES FROM THE SPACE ECHO

4 aprile 2016 - VDSS Records

Equamente suddiviso tra ballate onirico/rumoriste e brani più movimentati di ispirazione anni ottanta l’esordio dei tre ragazzi romani, (Simone Cetorelli, basso e voce, Paolo Fraddosio, chitarre, tastiere e basso, e Alessandro La Rosa, batteria, percussioni e tastiere), si fa benvolere per una piacevole freschezza e una sincerità d’intenti che crediamo autentica e senz’altro valida.

Tra le songs più meditative che profumano di shoegaze troviamo la splendida Lullaby che al di là del titolo è ben poco ninna nanna poiché dopo un’apertura quasi Tangerine Dream e il tema centrale da ballata a testa china, si apre a un rumorismo scontroso e frastagliato.

 

Ancora più acustica e dolcissima è Life Is Changing, punteggiata dal glockenpiel e con un finale romanticissimo con le tastiere che simulano un flauto morbido e delicato, mentre ancora tra le suggestive ballate spicca la lunga Verte che si divide anch’essa tra lo shoegaze più meditativo e schitarrate rumoriste e soprattutto Nyx che con le sue tastiere dark anni ottanta deve qualcosa persino ai mitici Suicide.

Tra i brani invece più movimentati aleggia soprattutto il fantasma dei Joy Division come nel titolo di apertura dell’album Yosemite nonostante l’andamento shoegaze e ancor più in Wide Circle e in I. W. T. K. quest’ultima condotta alla finale meta esplosiva da un basso metallico e chitarre taglienti e sferraglianti. Degno finale di un ottimo esordio forse piuttosto derivativo (ma chi oggi non lo è?) è ancora Live ‘n’ go che termina l’album con un brano dance anni ottanta spruzzato di elettronica tastieristica che però non rinnega influenze dark e ancora una volta lo shoegaze di cui è permeato tutto il disco.

 

Maurizio Pupi Bracali

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