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15 settembre 2013 , ,

Nico Greco

STONE THREE HOME

2012 - Redbirds Records

nico-greco-stone-three-homeNico Greco raccoglie la sfida più grande per un cantautore italiano: quella di non essere un cantautore italiano. Svincolarsi dalla lingua madre, dal protagonismo intellettual-chic del testo, per puntare alle emozioni scaturite dagli strumenti, dalle percussioni, dal timbro vocale. Il terzo album dell’artista molisano si apre con A man: un brano psichedelico con un riff di chitarra che fa da sfondo all’intero pezzo. La voce accompagna con tono basso il testo che talvolta sembra recitato alla Offlaga Disco Pax. Domina il delay e gli inserti in stile This Will Destroy You. Di certo uno dei brani più interessanti dell’album insieme a Trust in me and you. In questo brano un loop di percussioni intervallati da un segnale sonar “sottomarino” ci immerge in una melodia avvolgente. Il ritornello arriva a metà brano e ricorda lontanamente qualcosa degli Stones calati in un paesaggio sonoro onirico. Le atmosfere post rock si ritrovano anche in altri brani come Magic e fanno da sfondo alle melodie vocali che s’intrecciano, come in altri brani, con le backing vocals di Valeria Sorce. La ballata Comin’back  ed il country rock di I still see her in my dreams ed Home non entusiasmano per incisività. Più che la durezza viene ricercata la sensualità, come nel brano Five past ten, con la corposità della linea di basso ed una chitarra alla Neil Young che suona il suo tormento nell’overdrive e nel vibrato degli assoli, oppure in alternativa nei suoni synth, come accade in Out of Time. Il brano di chiusura Follow the stars vuole affermare l’appartenenza rock di quest’album, le radici musicali d’oltreoceano richiamate nelle stelle stampate sul retro della copertina insieme ai titoli delle canzoni. Da apprezzare il lavoro di composizione musicale dell’album. Le perplessità maggiori rimangono sulle melodie vocali e sullo stile del cantato, a nostro avviso poco coinvolgenti.

 

Andrea Sgobba

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