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27 luglio 2015 , ,

Apollo Beat

STEREOFONIE MODERNE

8 Febbraio 2015 - Autoproduzione

apollo beat coverBasterebbero alcuni termini e altrettanti nomi per definire la cifra stilistica dei sassaresi Apollo Beat e della loro tavolozza arcobalenica musicale. I termini sono: blaxploitation, poliziottesco e cinema noir americano anni ’70. I nomi possono essere Isaac hayes, Shaft il detective, Piero Umiliani, Armando Trovajoli, Piero Piccioni, Ennio Morricone e i molti altri autori italiani e stranieri che hanno composto musica da film. “Stereofonie Moderne” non fa altro, dopo aver assimilato la lezione dei padri del decennio settantino, che riproporre su quella tavolozza, esclusivamente strumentale, le migliori vibrazioni che quel genere di musica ci ha regalato.  

 

Nei sette brani dell’album ci sono le pennellate funky convulse della chitarra wah  wah, le strie acide di tastiere swinganti, le febbrili percussioni black, aperture orchestrali di grande respiro e un groove senza pari che cattura e affascina. Qualche delizioso elemento di acid apollo beatjazz  (Restless)  e di lounge music (Mile high swinger) fa capolino qui là colorando ulteriormente il caleidoscopico prisma sonoro di questi ragazzi che sfoggiano perizia tecnica e maturità assoluta. I sintetizzatori si sposano con flauti vibranti (Toccata e fuga) e con sax che serpeggiano soul (Hang up your hang ups) mentre un piano elettrico percussivo à la Ike & Tina Turner martella in più di un brano il suo groove funky rock. Un’operazione quasi filologica di grande caratura che se per alcuni può essere solo un divertissement di estrema piacevolezza, per gli amanti del genere si rivela un piccolo gioiellino imprescindibile (solo 22 minuti) che si avvicina non poco all’eccellenza.

Maurizio Pupi Bracali

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