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2 aprile 2012

Julia Ensemble

S/T

2011 - Altrove/Heuristic

 

Il gruppo si autodefinisce un organico variabile che si muove fra ambient, minimalismo indie-folk (sic!) e improvvisazione radicale: a dirla tutta non c'è quasi nulla di tutto ciò, ma solo una forma rarefatta di ensemble da camera, suoni world-folk che sfociano in una new age acustica noiosa. Il suono di Julia Ensemble vorrebbe ricordare la Penguin Cafè Orchestra senza successo: non hanno gli spunti etno folk metafisici tipici del gruppo di Simon Jeffes e Steve Nye che tanto fecero scalpore negli anni settanta e ottanta. Cercano di darsi un tono alternando suoni morbidi di derivazione classica (Canzone del pomeriggio) a brani di matrice pan-etnica alla Oregon (Praha) ma senza la magia di quel jazz acustico che mutava i suoi passi verso un ancestrale fusione di influenze folk americane e indiane. I Julia Ensemble, al secolo Raffaele Pilia, Valerio Baraccani, Antonio Pinna e Matteo Marongiu, mettono in scena uno sciabordio acustico privo di quegli elementi che albergano nelle musiche minimaliste o ambient che dir si voglia, con improvvisazioni tonali e composizioni raffinate di ricerca che in questo lavoro mancano. Unico brano da menzionare l'ottimo Raduni, dove una melodia pressocchè descrittiva cede spazio al suono percussivo della marimba di Roberto Migoni, lasciando intravedere una geometria etnica gradevole ed emozionante, legando l'avanguardia pop di genere a contaminazioni varie.   

Giuseppe Maggioli

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