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7 marzo 2012

Orrenda Acciaieria

S/T

2011 - Cosmic Swamp Records

Uscita: Ottobre 2011

 

Ricordo una band, di cui un mio caro amico è sfegatato fan, che si chiama Strana Officina, una band metal, forse non la prima ma certamente una delle più importanti band metal italiane. Ascoltando Orrenda Acciaieria non posso non constatare che il metal di quello buono in Italia è sempre in qualche modo legato alla working class, ma di quella strana ed orrenda, appunto. Orrenda Acciaieria è uno di quei pochi gruppi metal/sludge italiani che non mi fa provare un enorme senso di inferiorità riguardo le realtà che si sono sviluppati in questi anni nei paesi d‘oltralpe. Mentre in Italia le band nei migliori dei casi sono rimasti alla Strana Officina o a qualche tribute band (non dichiarata esplicitamente) dei Paradise Lost, all'estero già si iniziava a sintonizzare le orecchie verso le produzioni americane versante Hydra Head, poi per fortuna sono arrivati i Lento, i Morkobot ed ora mi sentirei di dire anche Orrenda Acciaieria.

 

Il disco omonimo, "Orrenda Acciaieria", appena dato alle stampe, è un perfetto mix di sonorità stoner e sludge, se devo dire un nome direi Kyuss su tutti, siamo in pieni anni '90: peccato questo disco non sia stato stampato una ventina di anni fa, ma come ho detto prima, bisogna accontentarci perchè di questi tempi in Italia produzioni del genere sono grasso che cola. Grasso che come lava scivola lento durante l'ascolto, le tre tracce sono suddivise in diversi movimenti, che definirei "variazioni" data l'omogeneità delle composizioni. Basso chitarra e batteria, nessuna voce ma qualche intrusione di feedback, un album strumentale, ottima scelta anche perchè spesso i cantanti italiani in lingua inglese lasciano a desiderare (e quelli che lo fanno in italiano spesso li ritroviamo dopo qualche anno al festival di San Remo sezione gggiovani), poi ciò che hanno da dire gli Orrenda Officina lo esprimono benissimo senza bisogno di blaterare banalità ad un microfono.

 

Questo disco sprizza genuinità da tutti i pori, certamente essendo un esordio ci aspettiamo di più, il cosidetto salto di qualità, e, se posso esprimermi in gergo calcistico, qualcosa di diverso dal "compitino" svolto in maniera impeccabile; oramai i dogmi sono stati sciolti, il metal ha aperto le frontiere della sperimentazione ed osare non è più un vezzo ma un imperativo categorico. Orrenda Acciaieria è una band che merita certamente una menzione nel panorama indipendente italiano, di quello più interessante, di quello che quando vai ai concerti non smadonni sui 10 euro "buttati nel cesso", e di soldi da buttare ce ne sono pochi, soprattutto in questo periodo.

Nick Zurlo

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