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4 giugno 2012 ,

Dirtyfake

SHALLOW DEPHTS EP

2012 - Autoproduzione

shallowA poco più di un anno dall' uscita di "TumorRow" i romani Dirtyfake tornano a giocare con le parole: dopo il futuro in metastasi, è la volta di sondare a fondo le basse profondità, andando così a pesca di vecchie e nuove suggestioni. Non è difficile, naturalmente, comprendere come il titolo del nuovo lavoro si riferisca più a quella profonda superficialità dilagante che investe ormai ogni gesto sociale (ma anche privato, del resto) rispetto alle acquatiche evocazioni di cui sopra. Una dicotomia che abbraccia anche le sonorità dell' album: da una parte leggero e fruibile, dall' altra profondo e criptico. Pick one more number, il brano di apertura (e del quale esiste anche un lodevole videoclip autoprodotto dai Nostri) sposa immediatamente questa tesi: l' indie-rock americano di scuola 90's si aggancia al melodismo neo-wave di marca britannica, creando quel doppio filo conduttore al quale si reggono le vite dei protagonisti; sgobbare due volte reggendosi in (precario) equilibrio mentre si pesca il prossimo numero della grande lotteria della vita, mentre una vecchia conoscenza come Christic love trova la sua nuova e cupa veste con un’ intro che ricorda la wave scura dei Madame Lingerie, per concludersi in marcia apocalittica verso il suo inevitabile zenit.

 

Early evolution incalza con un giro di basso che mette il turbo all' immortale brano dei Violent Femmes (scoprite voi quale) e mostra i Dirtyfake più rock 'n' roll di sempre, per poi passare al dilatato blues in slo-core di About a son, una ballata forte di una bella melodia di chitarra vagamente psichedelica. La vita è una severa maestra, con il suo ritornello urlato e accattivante, mette in mostra i muscoli senza perdere di vista il lato atmosferico: uno dei brani più immediati e riusciti dell' EP. La conclusiva Evergrey, ballata malinconica e decadente, evoca una certa atmosfera Smithsiana, dolce nella melodia e quasi sognante, un ulteriore passo in avanti della band che sa rendersi quasi impalpabile pur rimanendo inequivocabilmente (pop) rock. Sei brani e, come sempre, varietà di stili e proposte (anche all' interno della medesima canzone): e adesso vi aspettiamo di nuovo sulla lunga distanza. Prendiamo un altro numero?

 

 

Andrea Fornasari

Video

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