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13 settembre 2016 , ,

Pin Cushion Queen

SETTINGS_1

13 aprile 2016 - Autoproduzione

Chitarre stratificate disegnano geometrie minimali: inizia un arpeggio di poche note, su di esso se ne interseca un altro, poi un altro, mentre il basso sembra seguire fedelmente questo schema. Il cantato è accorato, drammatico, può evocare a tratti Thom Yorke dei Radiohead. La batteria è tribale, gonfia, profonda, più tamburi che piatti, con fini lavori di cesello sui bordi dei fusti. La poca elettronica presente si limita a delle vere e proprie “ondate”. Avrete già capito dalla descrizione che ci si trova di fronte a un disco di post-rock, o math-rock, o post-prog, secondo come vi piace definire maggiormente queste correnti che poi, in fondo, si mescolano tutte in un unico calderone. Un disco che suona profondamente “novantiano”, questo “Settings_1” dei Pin Cushion Queen, ma senza disdegnare qualche incursione nella new wave anni ’80, perlomeno nella corrente più dark e più “asciutta” di questo filone, quella dei Joy Division e di The Sound.

 

Dei tre soli brani presenti nell’EP il più interessante è l’ultimo, Cracks In The Ice, che prende in modo abbastanza drastico le distanze dalle sonorità degli altri due per abbracciare soluzioni acustiche, giocate su chitarre fingerpicking, armonie vocali e percussioni intonate; questo improvviso cambio di sonorità ci allontana dal post-rock e ci avvicina a una certa psychedelia di scuola floydiana o, persino, al krautrock di gruppi come i Can.

Come sempre tre soli brani, seppur di durata abbastanza estesa, più o meno tra 5 e i 7 minuti ciascuno, per una lunghezza complessiva dell’opera sotto i 18 minuti, sono troppo poco per giudicare. Ma probabilmente non si commette peccato di eccessiva severità nel ritenere che, vista l’estrema reiterazione dei temi e degli schemi adottati in ogni singola traccia, forse qualche piccola “sforbiciata” qua e là in sede di produzione non avrebbe guastato, per evitare di ripetere in modo eccessivo alcune situazioni. Ci risulta però che questo "Settings_1" sia il primo capitolo di una trilogia (della quale è già pronto “Settings_2”) e, allora, sarà interessante analizzare l’opera completa.

 

Alberto Sgarlato

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