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29 luglio 2015

Bernardo Sommani

RIVESTITO DI GIOIA

21 Maggio 2015 - Autoproduzione

Bernardo Sommani RIVESTITO DI GIOIABernardo Sommani è un giovane musicista pisano che dopo aver iniziato nell'indie con la band La Fortuna di Nashira ha adesso scelto la strada del cantautorato producendo questo interessante album d'esordio che adesso sta portando in giro con una serie di concerti che lo hanno portato all'estero in tour al seguito del duo tedesco Seeking A Drop & A Lazy Cat. Il disco è stato autoprodotto con la precisa intenzione di curare tutto in prima persona compresa la promozione, in gran parte affidata alla rete, e questa, nel bene e nel male, è ormai una tendenza che si sta facendo largo nel mondo liquido, o dovremmo dire liquefatto?, del mercato discografico di oggi. Ma veniamo a questo “Rivestito di Gioia”, titolo che va letto in controluce rispetto alle atmosfere che lo innervano, siamo di fronte a un disco di cantautorato giovane: la chitarra è l'elemento musicalmente centrale, lo strumento col quale Sommani si accompagna, i testi, come accade spesso ai cantautori esordienti, indulgono molto sulla quotidianità, sulle relazioni d'amore, sul senso di smarrimento che da intimo e personale aspira a diventare generazionale.

 

Nulla di nuovo, dirà probabilmente chi sta leggendo queste righe, e in parte non gli si potrà dare torto, ma, pur ancora in modo acerbo e non del tutto risolto, il disco di Sommani ha numeri per non finire nel dimenticatoio della sempre più vasta produzione discografica: intanto l'attenzione e la qualità degli arrangiamenti arricchiti dagli inserimenti volta a volta di un fiato, di un violino, di un ukulele che rendono le canzoni più varie e incisive, i testi, anche se a volte indulgono a un certo compiacimento da maudit, sono sinceri e non banali e denotano una buona capacità di scrittura. Venendo alle canzoni contenute nell'album le nostre preferenze vanno a Lunedì per l'immediatezza della melodia e la leggerezza con cui viene affrontato il giorno più odiato della settimana, a Il Tempo, forse il testo più riuscito, brano molto intimo e riflessivo sul passare del tempo, alla ballata folk, un po' Bobo Rondelli un po' Capossela, Tutto quello che…, alla conclusiva e ambiziosa Io ora sono, una canzone appena sussurrata, le cui parole ci avvolgono in una malinconia esistenziale, si parva licet, alla Tenco.

 

Ignazio Gulotta

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