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22 marzo 2018

Caron Dimonio

RELIGIO

1 dicembre 2017 - Atmosphere Records

Distorsioni umbratili, sponde inarrivabili, ma solo inutilmente visibili in un mare in tempesta nella notte dell’anima, incubi caleidoscopici. Giuseppe Lo Bue (synth, drum machine, chitarra, piano e voce) e Filippo Scalzo (basso) ci fiondano in un meraviglioso incubo sonico di rara intensità emozionale, ed è emozionante lasciarsi scivolare nella loro spirale sonora. Non aspettatevi da Caron Dimonio e da questa “Religio” alcuna fede canonizzata, nessun dio, ma forse ciò che Pasolini vedeva nelle sue preveggenti visioni: Dio siamo noi e non è detto che sia buono. La voltura sintetica della Pietra in Tonalità mentre Hitler amava i cani spinge i nostri sensi verso il lato oscuro di noi stessi, non per esorcizzarlo, tutt’altro, ma per prendercene cura dopo averlo affrontato e accarezzato. Le chitarre dilaniano, le ritmiche devastano e brani come Dio pesante sulla schiena e Le tue cavità ci spingono oltre l’umana concezione della morte ammaliandoci ed incantandoci. Lasciamoci andare in caduta libera nel vortice oscuro, vediamo cosa c’è alla fine mentre Satelliti impazziti ci sfiorano magari alla Mezzanotte di Un giorno qualunque finchè L’inganno del mattino non ci riporti alla nostra grigia quotidianità, alla nostra Religio. Molto più di un bel disco. Per noi un viaggio nell’anima.

Maurizio Galasso

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