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25 febbraio 2018 ,

Parking Lots

PARKING WIZARDS

30 ottobre 2017 - Coypu Records

Attivi dal 2011 i Parking Lots di Firenze hanno all’attivo “Sex of the Submarines”, un Ep del 2012, e un cambio di formazione che li ha portati a produrre “Parking Wizard” affidando le linee di basso a Alberto Mariotti alias Samuel Katarro. Per la prova sulla lunga distanza i Parking Lots scelgono di adottare un atteggiamento decisamente no wave in grado di mitigare le oniriche tirate pop che caratterizzano la loro produzione e che ben si attagliano alla voce di Antonio De Sortis il quale riesce a modulare con maestria la transizione dal sogno alla realtà. È così che Big Reactions, il singolo di apertura riesce a costruirsi come un brano liminare, costituito da suoni-soglia, aperture su mondi possibili. Ottima, raffinata la scelta dei suoni in grado di evocare senza citare, di ancheggiare con disinvoltura tra Ian Curtis e gli U2. Buono l’uso piuttosto diffuso che Alessio Pangos propone della tecnica del palm mute chiaramente utilizzata al modo degli anni Novanta che in modo prepotentemente shoegazy si prendono la scena in brani come Camel Skin o Lamb in the Mirror. Non manca la ricerca sulla forma canzone presente nel suo precipitato più psichedelico che trova espressione in Tibet. Vi è spazio anche per la malinconia che aggredisce i sensi lasciando l’ascoltatore stremato come nell’intrigo melodoco di So Many Cigarettes.
Il risultato è un disco accattivante, ma senza strizzare l’occhio all’ascoltatore. A suo modo un disco per intenditori. Questo è forse il suo unico limite che a noi tuttavia si appalesa come pregio.

Luca Gori

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