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19 dicembre 2018 ,

Mindless Escape

PARKING LOTS

7 Ottobre 2018 - Autoproduzione

downloadA volte le intuizioni sono frutto di una riattivazione di un passato cristallizzato in immagini sciupate e per questo prive di vigore, come metafore abusate. L’intuizione di Antonio Ferri (voce e chitarra), Giuseppe Ferri (batteria), Andrea Fumagalli (chitarra, synth, sampling) e Amos Rossi (basso), vale a dire i Mindless Escape da Milano, è esattamente quella di rivitalizzare la vena psichedelica di un certo rock degli anni ’90. Ci sembra essere questa la cifra di “Parking Lots”, il loro album d’esordio, con il quale sin dalla prima traccia, The Storm, il peso specifico nella composizione della band di formazioni come Soundgarden emerge prepotentemente già al primo ascolto. La riattivazione della vena psichedelica del genere cosiddetto alternative rock avviene per via strutturale, si potrebbe dire, attraverso la riscrittura in un quasi cut-up dei luoghi canonici della scrittura alternative come nella successiva Anaesthetic Songs nella quale la band milanese rielabora coscientemente la maniera del genere accostando gli Smashing Pumpkins - utilizzati a pieni mani in un ritornello troppo accattivante – alla tonica schitarrata stile Yo la Tengo dell’incipit. Bene anche la seguente Breakdown, per la quale è stato realizzato il primo video musicale associato all’album, che fonde potenza e melodia in una salsa decadente piuttosto gradevole. Le successive tracce non aggiungono molto a quanto già detto intrecciando nuove citazioni (gli Strokes in Firefliesi valga per tutte) e qualche incertezza, soprattutto nel cantato in inglese. Menzione speciale per Defying Grace notevole nella costruzione armonica e nella attenta assenza di soluzione tra potenza e pathos. Complessivamente “Parking Lots” risulta di gradevole fruizione, riuscendo tuttavia a proporre anche qualche efficace soluzione compositiva. In questo il suo pregio maggiore. 

 

Luca Gori

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