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3 luglio 2016

Marcondiro

OMO (L’EVO MEDIATICO IN FORMA-CANZONE)

16 maggio 2016 - CNI Music

"Omo", il nuovo album di Marcondiro -ambizioso progetto musicale del cosentino Marco Borrelli- esce, come previsto, dopo l’EP omonimo di un anno fa e del quale è l’ideale completamento. L’assetto generale della scrittura e delle modalità compositive rimangono pressoché invariate rispetto a quanto prodotto un anno fa. La prova sulla lunga durata introduce però una maggior consapevolezza nel rapporto tra tecnica e poetica. Detto altrimenti, se nella prima parte di "Omo" l’idea estetica rimane come appesa ad un filo di virtualità, nella lunga durata Marcondiro riesce a dispiegare sino in fondo una speciale idea di composizione musicale, ironia e facilità di scrittura. Lettera del Vampiro (alla Vamp) è il manifesto di questa idea compositiva finalmente dispiegata fatta di echi progressive, riff rubati alla musica popolare e buone soluzioni tecniche avviluppati in una fodera di non banale ironia. In questo viaggio i padri nobili non mancano, su tutti Artaud e Pasolini, in particolare quest’ultimo ispira e gode di una esplicita dedica in Mondezza (Canto di Sdegno).

 

E veramente come rovistando negli scarti di questo evo sciagurato (ottimo l’uso del loop di Faccetta Nera in PAGLIACCI&paglacci, Marco Borrelli trova soluzioni interessanti di riciclo sonoro per un uso sostenibile dell’elettronica e dei ritmi folk. Sotto questo rispetto anche Ricordi Immaginati (Canto d’Amore) è una prova affascinante di un progetto capace di inventare una vera e propria sintesi sonora caricaturale del nostro tempo, in cui il privato è lo spazio politico per eccellenza. L’Amareggiata è un canto carico di ironia, uno sberleffo a questo pezzo di affettività offerta in dote al mondo ma anche una canzone di protesta contro l’impotenza che sembra essere la forma dell’agire contemporaneo. A questo filone protestatario appartiene anche Il Caso del Destino: «Se non ti riconosco non esisti, se non nella mia paura» motteggia Marcondiro.

Pur con qualche cedimento, voluto ma non appieno controllato, all'immediatezza comunicativa, come ne La Casta, il lavoro di Marcondiro riesce a mantenere una freschezza d’espressione molto preziosa e in grado di sostenere solidamente il complesso di aspirazioni che il progetto artistico del poliedrico Marco Borrelli porta orgogliosamente con sé.

Luca Gori

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