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11 marzo 2014

Hofame

O BARCHE CHE BRAMATE LA TEMPESTA, COME QUESTO PORTO E’ TRANQUILLO

2014 - Wallace Records / Audioglobe

HOFAME O BARCHE CHE BRAMATE LA TEMPESTA, COME QUESTO PORTO E' TRANQUILLOE solo poco più di un demo questo primo album di Cristiano Alberici (e ancora una volta non si capisce perché un cantautore con un così bel nome e cognome debba trincerarsi dietro un pretestuoso nickname tutto scritto in maiuscolo, mah…) suonato quasi tutto in semi solitaria con sole chitarra acustica e voce. Ed è proprio la voce a stupire ascoltando come nostra abitudine il cd più volte senza essere influenzati dalle note di copertina. La voce di un imberbe ragazzino parrebbe, prima di leggere che Alberici ha quasi quarant’anni nonostante questa tardiva prima uscita discografica che comporta una serie di dieci brevissime canzoncine dal ritmo allegrotto e scanzonato che tutte insieme non raggiungono la mezz’ora di musica. Per capirci, il riferimento principale è Bugo, anche se in una versione meno demenziale e molto meno originale (il brano Avere un’amica è significativo in questo senso).

 

Canzoncine, come si è detto, che non lasciano il segno né musicalmente, né nella non eccelsa tecnica strumentale, e tantomeno nei testi che non possiedono personalità né incisività alcuna come dimostrato dal brano migliore (?), il solamente strumentale Piccoli suoni in casa, che chiude il modesto lavoro che anche nell’orpelloso lungo titolo denuncia una ricerca di originalità esagerata e fine a se stessa. I talvolta comprimari Luca Fusari a una seconda chitarra, e Omar Bonvini al cajon non aggiungono nulla a questa operina minima e senza costrutto. Aspettiamo Cristiano Alberici a una seconda prova più matura e più personale. Di Bugo ne abbiamo già uno e ci sembra abbastanza.

Maurizio Pupi Bracali

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