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3 febbraio 2016

Australasia

NOTTURNO

21 settembre 2015 - Apocalyptic Witchcraft

Australasia  NOTTURNOAbbiamo conosciuto Gian Spalluto durante l’uscita di "Sin4tr4" (2012), lavoro che mescolava insieme atmosfere evocative e possenti trame black metal, riuscendo ad ottenere un effetto sorprendente e straniante. Il successivo “Vertebra” (2013) smussava molte spigolosità per procedere in una direzione più convenzionale, vicina a un rock strumentale più melodico e malinconico. Caratteri che si sono ulteriormente accentuati in quest’ultimo “Notturno”, in cui le sonorità sempre più ombrose e crepuscolari hanno soppiantato i richiami ai Pelican delle origini. Alla base del suono c’è sempre la natura con la sua forza evocativa, i suoi colori, le sue forme, i suoi contrasti di luce, in una sorta di metafora degli stati dell’animo. L’artwork della copertina richiama i vecchi manuali di storia naturale. “Notturno” è una sorta di diario di un naturalista e si percepisce il carattere intimo e personale dell’espressività, sin dall’iniziale Nebula. Dopo un’introduzione morriconiana, Eden si dispiega in tutta la sua magnificenza. I brani successivi (Creature e Invisible) sviluppano visioni astratte vicine al post-rock dei Mogwai e alle melodie black degli Alcest, nel tentativo di rappresentare un mondo alieno con gli occhi di un esploratore. La parte conclusiva propone dei passaggi cinematografici più dinamici e inquieti (Amnesia), come l’essere attraversati da un’onda di luce dopo la veglia notturna in un territorio sconosciuto (Lumen). Un album per chi ama i territori sconosciuti da esplorare a occhi chiusi.


Felice Marotta

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Apocalyptic Witchcraft


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