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18 dicembre 2015 ,

Mangiacassette

NON LO VOLEVA SAPERE

9 ottobre 2015 - Ibexhouse

Mangiacassette NON LO VOLEVA SAPEREMangiacassette è il moniker del musicista e cantautore pistoiese Lorenzo Maffucci che ritorna con il suo nuovo lavoro solista a distanza di quattro anni dal precedente “Disco Interno. Maffucci dopo aver fatto parte dei bravi Blue Willa, il cui disco fu prodotto da Carla Bozulich, oltre a questo disco ha da poco dato vita insieme ad Alessandra Altavilla, che dei Blue Willa è stata la vocalist, al progetto Solki. Ma veniamo a “Non lo voleva sapere”, un titolo che già ci proietta nelle atmosfere indefinite e nebbiose dell'album, che sia nelle musiche che nei testi è un piccolo manifesto di inconciliabilità e non appartenenza al mondo e alle convenzioni che lo governano, del tutto alieno da mode, ammiccamenti e carinerie. Gli arrangiamenti, decisamente lo-fi, sono semplici ed essenziali: una chitarra strimpellata non senza una punta di acidità, un'elettronica scarna a dettare suoni liquidi e leggermente inquieti, accompagnano il canto, molto poco melodioso, poco accondiscendente, ipnotico, spesso si ripetono più volte strofe o ritornelli, di Maffucci. E poi, in un ruolo tutt'altro che secondario, ci sono i testi, ostici, criptici, che evocano immagini sospese fra mistero, attività onirica, assurdità del quotidiano, avvolti nel mood malinconico e rarefatto della musica.

 

Undici i brani, fra i quali spiccano l'iniziale e surreale Sembrano pesci o carte stradali? dai contorti e ipnotici pattern elettronici, la strascicata e indolente Hai fatto un arco che contiene uno dei versi più belli: «Il cantante si specchia la gola per controllare/ è piena di sale».Ho nascosto un sasso fa venir fuori le radici punk del Nostro, mentre i quasi dieci minuti della praticamente strumentale Era una stanza vuota ci proiettano in atmosfere sospese in un luogo indefinito e oscuro, in un nulla esistenziale evocato da sacrali suoni elettronici. Ci tiene alla collana è il brano più orecchiabile, una via di mezzo fra Bennato e Bugo, Allunga la mano e trova il resto è uno slowcore nel quale spicca il lavoro della chitarra. “Non lo voleva sapere” è un album che a primo acchito può anche respingere, ma se riesce a sollecitare la curiosità e l'interesse rivela di avere più di una freccia al suo arco e più di una cosa da dire.

 

Ignazio Gulotta

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