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27 maggio 2016 , ,

Lenula

NIENTE DI PIÙ SEMPLICE

15 marzo 2016 - Autoproduzione

Interessante e spiazzante, il sound dei Lenula, capaci di far convivere un rock di chiara matrice americana sporcato di blues quanto basta con un cantautorato di alta scuola tutto italiano, riff chitarristici energici ai limiti dello stoner (come in Pulsazioni Blues, a dispetto del titolo), sfuriate post-grunge alla Foo Fighters, le distese desertiche di certi Queens of the Stone Age e qualche dilatazione allucinata molto space-rock.

Anche lo schema della formazione è abbastanza imprevedibile: sembrerebbe il classico power-trio, guidato dal chitarrista e cantante Gabriele Paparella (anche autore di tutti i testi) e completato dal bassista Ciro Nacci e dal batterista Gabriele Conserva, ma a mettere un po’ di pepe al tutto ci pensano i sapienti tocchi di armonica a bocca di Paparella e, soprattutto, l’interessante attitudine di Nacci di circondarsi di strumenti a tastiera sgangherati e desueti, piani elettrici Rhodes e Wurlitzer, pianini giocattolo, il mitico Rhodes Piano Bass (ve lo ricordate? 

 

Era quel “coso” piccolo che Ray Manzarek dei Doors teneva in un angolo e usava per fare i bassi) e persino il dimenticatissimo organo Philips Philicorda, dal suono stridente e nasale, se possibile persino ancora più acido dei più celebri Farfisa e Vox. Primo giorno di scuola è uno strano stornello che parte come Capossela e, prendendo velocità, diventa quasi un numero di caba/rock’n’roll degno di Jannacci, Celentano, Gaber, Cochi e Renato, persino Bracardi, in un crescendo rossiniano che sfocia nella cavalcata finale, arricchita dai ricami imprevedibili delle tastiere d’epoca di cui sopra.

Che musica farebbe un chitarrista raffinato come Ivan Graziani se nascesse oggi? Che disco scriverebbe Bennato se decidesse di collaborare con J Mascis dei Dinosaur Jr.? Che sonorità cercherebbe Capossela se fosse fan più di Hendrix e dei Doors che di Tom Waits? Probabilmente mettendo in uno shaker tutte queste cose uscirebbe fuori un cocktail chiamato Lenula. Ma forse no, perché i Lenula sono ancora molto di più.

Alberto Sgarlato

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