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14 gennaio 2016 ,

Stres

NEW RELAX

30 agosto 2015 - Ibexhouse

Stres NEW RELAXGli Stres rappresentano un nuovo progetto del vulcanico Alessandro Fiori (Mariposa, Betti Barsantini, Craxi), qui unito a Lorenzo Maffucci (Blue Willa), ci siamo occupati recentemente del suo ultimo lavoro a nome Mangiacassette, e a Silvia Facchetti. Produzione rigorosamente lo-fi, tutto appare slabbrato, impreciso, non concluso, ma tutt'altro che approssimato o raffazzonato. Il lo-fi è qui una vera e propria dichiarazione poetica d'intenti, voler sbandierare l'esser radicalmente diversi rispetto al 'ben fatto', alla precisione laccata e anodina di tanta produzione anche indie. Se in “New Relax” spira lo spirito DIY del punk, i quindici pezzi che lo compongono, la grande maggioranza non supera i 3 minuti, potremmo tranquillamente immaginarli come quei singoli autoprodotti che iniziarono a circolare nei circuiti underground in epoca punk, ora dobbiamo contentarci del digitale. A volte i brani sembrano semplici abbozzi, idee buttate lì per essere raccolte non si sa quando, altre volte sono sbilenche canzoni di pop alieno, ora sulfuree, ora sardoniche.

 

Il vero punto di forza degli Stres sono i testi che ben si sintonizzano con gli arrangiamenti sghembi e sbrindellati: chitarre ora distorte ora strimpellate, percussioni martellanti, synth vintage e alieni. I testi infatti sprizzano idee, ironia, voglia di giocare con le parole e sbeffeggiare luoghi comuni e comune sentire, il tutto scritto con deliziosa leggerezza; eccone alcuni esempi: «Gli amori rivoltati, la sineddoche al sole» da Raptus, «non ho storia perché ho troppa geografia» da Come un morto in più o «più di tutti ci ha deluso Nicole Kidman...si è rifatta anche lei» dalla bizzarra canzone dedicata all'attrice americana. Ascoltare “New Relax” è come entrare in un capannone ricolmo di roba di ogni genere e provenienza, nel quale rovistare per tirarne fuori piacevoli sorprese: l'ipnotica Manga inno adolescenziale alla Skiantos, la lisergica, sonnolenta Persone sottilissime, il ritmo marziale dell'ottima Raptus, la follia scatologica di Terme, il bizzarro delirio cantautorale di Testa profumata e Come un morto in più, l'alienata melodia di Rubare, il dub, l'elettronica disturbata e il chiacchiericcio di Attuale. Mettere le orecchie nel negozio dei rigattieri Stres, dove non tutto è riuscito, non tutto è concluso, l'imperfezione regna sovrana, è un'esperienza da provare e che non vi deluderà.

 

Ignazio Gulotta

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