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29 maggio 2016

Giuseppe Di Gennaro

MULTIFORME DUE

8 maggio 2016 - Autoproduzione

Giuseppe Di Gennaro (che occasionalmente si firma più brevemente come GiùDG), è un nome che può già vantare un curriculum di un certo peso nel music-business italiano: in veste di autore ha collaborato con Cristiano De André all’album “Come in cielo così in guerra” e con Alessio Caraturo, mentre “in proprio” è stato finalista alla prestigiosa Accademia della Canzone di Sanremo e al Premio Recanati, ed ha avuto il video della sua L’abitudine in heavy rotation su Mtv nella rubrica New Zone, dedicata ai giovani artisti più interessanti del panorama non solo nazionale.

 

Questo suo “Multiforme Due”, concepito – come si evince fin dal titolo – come ideale continuazione dell’EP “Multiforme Uno”, è un'elegante e curata opera di cantautorato che ha il pregio di suonare fresca, non necessariamente riconducibile a qualcuno; sembra infatti che in Italia, oggi, viga una strana regola non scritta per la quale chi fa il cantautore debba necessariamente incunearsi in tre grandi filoni: il modello “sgangherato e dissacrante” alla Capossela con un pizzico di Paolo Conte, la grande scuola di De André o un’accurata miscela dei “nomi storici” della nostra nazione (Vecchioni, De Gregori, Dalla)… Ecco: fortunatamente Di Gennaro si affranca da questi percorsi già fin troppo solcati e affronta il cantautorato con un piglio “pop” nel senso più nobile del termine, brani vivaci, tempi veloci e una band estremamente nutrita a fianco del nostro, che comprende i chitarristi Davide Sergi, Matteo Brambilla e Raffaele Littorio, i batteristi Paolo Provenzano, Fernando Casalino e Massimiliano Ingrosso, i bassisti Mattia Missaglia, Francesco Nisi, Marco Bardoscia, le trombe di Vito Emanuele Galante e Andrea Sabatino, gli archi di Beatrice Isabella Suppa (violino) e di Aldo Farina (violoncello). Va sottolineato, però, che Di Gennaro, oltre a cantare, ha suonato anche la chitarra acustica, il piano, il piano elettrico, l’organo Hammond e alcune percussioni. Così come la sua musica, anche la voce di Di Gennaro non è immediatamente riconducibile a un modello di riferimento e non ha similitudini specifiche. Un album consigliatissimo da parte di un artista di cui sentiremo giustamente parlare molto.

 

Alberto Sgarlato

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