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2 novembre 2015 , ,

Movion

MOVION

1 maggio 2015 - Autoproduzione

Movion MOVIONLa parola alla musica. O meglio, la parola alla ricerca sonora. Sintetizzando potrebbe essere questo lo slogan dei Movion per promuovere la propria opera prima completamente strumentale, vero e proprio percorso trasversale tra atmosfere ambient, pattern psichedelici, riverberi post-rock e persino divagazioni metal nella più totale assenza di liriche, di parole. E' stato grazie al prezioso contributo di alcune etichette locali (Calista Records / Bookhouse Records / Canalese Noise Records / Vollmer Industries / Tadca Records / Edisonbox) che, nel mese di maggio, il trio di musicisti piemontesi composto dal percussionista Alessandro Angeleri, il bassista Antonio Vomera e il chitarrista Nicolò Tamagnone è riuscito nell'ardua impresa di dare alle stampe l'omonimo album di esordio, incartandolo in un suggestivo e purpureo digipack.

 

Nove sono le linee che descrivono la traiettoria sperimentale di questo crossover sonoro: la trasformazione di apatici movimenti in incalzanti segmenti di chitarra e basso definiscono la traccia d'apertura Achille, the turtle and misfortune, paradossale richiamo ai pensieri filosofici di Zenone precedendo le confuse dissonanze post-rock di Red Moquette. E se Vacuum galleggia sui riff psichedelici di flessuose corde Janis Joplin's toothbrush è caratterizzata dall'incedere teso e rapsodico di un'elettrica delicatamente vezzeggiata dai toni sussurrati del synth. L'inerzia seducente ed ipnotica che scaturisce dai dondolii delle rarefatte arie ambient di So sweet, so dead viene interrotta dalle sbilenche aperture del serrato passaggio sperimentale Almost human; battiti tribali e aggressive incursioni metal deviano i patterns ritmici della band verso lidi musicali visionari e informi in Building blocks. Gli squadrati tocchi di basso di Isn't it to dreamy ? riportano alla memoria le ossessive velleità post-punk inglesi di fine anni ottanta regalando l'ennesimo episodio atipico di questo album, così come sono alternative i frammenti del groove gommoso di Gun che arrivano a suggellare le valide premesse di questo approccio artistico chiamato semplicemente “Movion”. Anche se a dirla tutta di semplice, in questo debutto, c'è veramente poco.

Alessandro Freschi

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