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1 agosto 2016 , ,

Homelette

MORNIN’ HOLLOWS

31 ottobre 2015 - More Letters Records

Una graziosa grafica permeata di naiveté circonda la cassetta degli Homelette, supporto che, pur non avendo oggi valore collezionistico, sta tornando prepotentemente in voga tra gli amanti di certe sonorità lo-fi.

In realtà il sound di questo “Mornin’ Hollows” non è lo-fi, ma è asciutto, scarno, efficace, sincero. Il minimalismo degli arrangiamenti, quasi tutti giocati tra chitarre e piccoli tocchi di percussioni intonate, sembra quasi progettato su misura per far spiccare una bella voce maschile acuta, che a tratti evoca Tim Buckley e qua e là ricorda le atmosfere da “Disney in acido” dei Mercury Rev. Un ulteriore tocco vintage è dato da inaspettati crescendo di Mellotron (ascoltare, a tal proposito, il gran finale di Ice, cold, green tea).

Degli Homelette non sappiamo molto, soltanto che sono un duo e che si firmano Marco e Danilo. Cinque sole tracce, per poco meno di 20 minuti complessivi, sono troppo poco per giudicare un progetto che, comunque, ha dalla sua un fascino inconsueto ed è capace di generare momenti di rara magia. Folk, cantautorato, psychedelia barrettiana, fingerpicking dagli accenti persino un po’ brasiliani alla Jorge Ben (come nella bella Grey days) e dream-pop si fondono e si rincorrono in un mini-album che ha qualcosa che potrebbe farlo sembrare prodotto negli anni ’60, o forse più nei ’70, o forse persino nei ’90, ma che in realtà è senza tempo.

Alberto Sgarlato

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